di fra Gian Paolo
– Comunità di Genova –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 13 gennaio 2024.
1a settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di S. Maria in sabato.
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 2, 13-17)
In quel tempo, Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».
È passata una settimana esatta dall’Epifania, solennità che chiude il sipario sul tempo liturgico del Natale. La parola di Dio che ascoltiamo è il seguito del mistero dell’Incarnazione, che spiega il motivo per cui Dio ha voluto farsi carne.
Gesù non ha paura di avvicinarsi a coloro che erano considerati dei peccatori pubblici, ossia quelli invischiati negli affari con i romani, e alla gente che non osservava le prescrizioni della legge per filo e per segno. La venuta di Cristo supera l’ordine e il pensiero giudaico del tempo, il Signore rielabora la visione della giustizia. Nella concezione biblica, i giusti sono i piccoli o poveri, gli umili: quelli che si piegano per adorare Dio. Ma nel Salmo 143, versetto 2, troviamo: “davanti a te nessun vivente è giusto“, come per dire che nessuno è abbastanza umile e povero davanti a Dio. A questo proposito, possiamo comprendere la venuta di Gesù, la sua “giustizia”: Egli è venuto per “giustificare”, per rendere giusti i peccatori.
Conosciamo bene la storia: per salvarci, Cristo dona la propria vita, muore e risorge per noi. Egli, come chiama Levi dicendo: «Seguimi», chiama anche noi per fare esperienza di vita insieme a lui, perché non ci sono modi alternativi per poter guarire ed essere liberi dalle catene del peccato. Seguire Gesù significa proprio questo: ascolto la sua chiamata, mi alzo e lo seguo, proprio come fa Levi. Detto in altre parole: Gesù muove il mio cuore, risorgo nel battesimo, e lo imito nella vita quotidiana camminando per la via dei suoi insegnamenti. La domanda che deve sorgere nel nostro cuore è: perché Gesù mangia e beve con me? E la risposta che ne consegue è: perché è venuto a chiamare i peccatori; è venuto a chiamare me.
Preghiamo.
Ispira nella tua paterna bontà, o Signore,
i pensieri e i propositi del tuo popolo in preghiera,
perché veda ciò che deve fare
e abbia la forza di compiere ciò che ha veduto.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti voi!
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