di padre Pierluigi Canobbio
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 16 gennaio 2024.
2a settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Marco (2,23-28)
In quel tempo, di sabato Gesù passava tra i campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe.
I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro:
«Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!».
E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato».
Il Vangelo è un insegnamento sulla libertà: Gesù insegna ai suoi discepoli il delicato equilibrio fra due opposte tentazioni: l’anarchia, cioè il rifiuto di ogni regola, per legittimare il proprio comodo a qualsiasi costo, e il legalismo puntiglioso dei farisei, che misuravano i passi negli spostamenti e le azioni che erano lecite o proibite in giorno di sabato.
Gesù insegna l’equilibrio della virtù, la vita buona che tende alla santità, come un cammino in cresta fra due opposte tentazioni che rendono schiavo l’uomo, per insubordinazione e leggerezza o per rigidità miope e farisaica. La scena descritta dal Vangelo è uno spostamento a piedi in mezzo ai campi di grano: nel giorno di sabato già semplicemente questo era proibito, ci si poteva recare solo al tempio o in sinagoga, per il tragitto più breve… Ma poi raccogliere le spighe è condannato come fare la mietitura!!! Un lavoro nei campi… assolutamente proibito in giorno di festa, di sabato… Come si fa a confondere il gesto di raccogliere qualche spiga per mangiarla e il duro lavoro della mietitura? La mentalità farisaica nel vedere la pagliuzza nell’occhio dell’altro distorceva la realtà e la deformava con la palese intenzione di colpire e di squalificare: è una particolarità del demonio cogliere un aspetto, anche vero, per ingigantirlo e con questa deformazione, farlo diventare orribile e detestabile, per condannare e squalificare gli altri. L’ipocrisia dei farisei di allora (e dei legalisti cattivi e acidi di oggi…) filtra il moscerino e ingoia il cammello, fa pesare la pagliuzza nell’occhio altrui e non si cura della trave del proprio occhio, si presenta con modi angelici fuori, curando l’esteriorità pulita e tranquilla, ma ha una interiorità sozza e cattiva, è il lupo che si traveste da agnello.
Gesù ricorda la libertà del “santo re Davide” di chiedere con rispetto e di mangiare i pani dell’offerta nel momento del bisogno e afferma la sua libertà e signoria anche sul sabato, ricordando come l’alleanza espressa dalla legge è a favore dell’uomo e non contro l’uomo e a scapito della sua dignità. La verità del Vangelo rende liberi.
Preghiamo.
Padre onnipotente ed eterno,
sorga nei nostri cuori lo splendore della tua gloria,
perché, vinta ogni oscurità della notte,
manifestiamo al mondo che siamo figli della luce.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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