di padre Giulio Camia
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 18 gennaio 2024.
2a settimana del Tempo Ordinario.
Oggi inizia la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.
Dal Vangelo secondo Marco (3,7-12)
In quel tempo, Gesù, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidone, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui.
Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo.
Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.
L’evangelista Marco, in questo suo Vangelo, ci fa vedere fino a che punto Gesù sia centro di unità. È molto importante prendere coscienza della potenza di Cristo di fare unità, attirando tutti a sé, perché solo con fede viva in questa sua capacità, possiamo essere anche noi apostoli e artefici di unità nell’ambiente dove viviamo. Non solo, ma anche per la chiesa e per il mondo.
Proprio in questo giorno 18 gennaio, ha inizio l’ottavario, o settimana di preghiere per l’unità di tutti i cristiani, che si concluderà il 25 gennaio, festa della conversione di San Paolo Apostolo.
Nel Vangelo di oggi San Marco ci descrive l’affollarsi della gente, così precipitoso, che Gesù stesso deve salire su una barca “perché non lo schiacciassero”. Egli attira la folla con la sua bontà, con la sua potenza. E non solo “dalla galilea o da Gerusalemme”, ma anche, scrive l’evangelista, “dall’Idumea e dalla Transgiordania e dalle parti di Tiro e di Sidone”, quindi anche da paesi pagani. Accorrevano a lui con i loro malati, per averne la guarigione, ma anche con tutte le aspirazioni del loro cuore, per trovare la pace con Dio. Nonostante questo allargamento di orizzonti, l’entusiasmo accogliente ma assai poco profondo, si smorzerà in un atteggiamento di stupore incredulo, senza fede.
Intanto Gesù, con la scelta degli apostoli (e di alcune pie donne) si prepara una nuova famiglia, composta da persone che mostrano una disponibilità più autentica nei suoi confronti, e intraprende per loro una scuola di discepolato.
La lettura odierna riporta un eco della risonanza ottenuta da Gesù che è ormai al centro dell’attenzione. Egli si deve difendere dalla sua stessa fama: del resto non vuole porsi al servizio di un interesse personale. Per questo ordina ai demoni di tacere. Egli non deve essere considerato un guaritore ma l’inviato del Padre, che nel Battesimo di Gesù si rivolge a Lui, “Tu sei il mio Figlio, l’amato” e nella Trasfigurazione si rivolge a noi: “ascoltatelo!”
Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
che governi il cielo e la terra,
ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo
e dona ai nostri giorni la tua pace.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Buona giornata a tutti!
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