di padre Piergiorgio Ladone
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 25 gennaio 2024.
Festa della Conversione di San Paolo.
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 16,15-18)
In quel tempo, Gesù apparve agli Undici e disse loro:
«Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato.
Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Vangelo che abbiamo appena ascoltato va ovviamente interpretato e, quindi, vissuto alla luce della festa che oggi la Chiesa celebra: la conversione di San Paolo. Una conversione travolgente e al tempo stesso sconvolgente, come forse non è stata o non è la nostra, ma che proprio per questo, dal momento che le si dedica una Festa, ci deve far riflettere sulla sua importanza e cioè come anche per ciascuno di noi, che pure siamo già stati immersi con il Battesimo nella grazia dell’amore del Padre, Figlio e Spirito Santo, essa debba costituire una sorta di passaggio obbligato del nostro cammino, o meglio, addirittura l’essenza stessa del cammino.
Ecco, le parole che Gesù rivolge ai suoi discepoli, le sue ultime parole prima di salire al Cielo, “andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura…” ci fanno proprio comprendere l’importanza della necessità della conversione: il motivo, il fine, lo scopo è continuare la missione di Gesù nel mondo, la salvezza dell’umanità. Pertanto, non ci si converte semplicemente ad un ideale, ad una dottrina, ad una morale o a delle norme, ma a Lui, Gesù. Siamo invitati a convertire, cioè a cambiare il nostro modo di pensare per abbracciare il Suo, di invertire la rotta dei nostri passi disastrosi per seguire le orme dei suoi passi vittoriosi per essere abilitati all’annuncio della Buona Notizia.
Certo non è facile, anzi è impossibile se dipendesse solo da noi, ma per fortuna – per grazia! – è Lui, il Risorto, che continua ad operare, noi siamo semplici strumenti del suo amore; lo testimonia il fatto che i segni che accompagnano la missione dei suoi discepoli sono gli stessi che Gesù ha sempre compiuto: scacciare i demòni, imporre le mani sui malati e guarirli, ecc. A noi il compito di proclamare sempre, là dove ci troviamo – questo il significato delle parole: “Andate in tutto il mondo” – la Buona Notizia del suo amore per noi. Lasciamoci infine consolare anche dal fatto che inviandoci ad ogni creatura – queste sono le parole di Gesù – significa che tutte le creature portano già in sé stesse il seme della Parola di Dio.
Si tratta quindi di farlo germogliare, risvegliando anzitutto in noi questo bisogno, questa sete di Dio che tutti quanti ci portiamo dentro. E non tanto attraverso l’indottrinamento e le prestazioni di servizio, ma soprattutto con il nostro esempio … la nostra testimonianza di vita.
Preghiamo.
O Dio, che hai illuminato tutte le genti
con la predicazione del beato apostolo Paolo,
dona a noi, che oggi celebriamo la sua conversione,
di camminare verso te seguendo i suoi esempi,
per testimoniare la tua verità dinanzi al mondo.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti,
con la consueta benedizione di Gesù Bambino
in questo 25 del mese, giorno a lui dedicato.
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