Caffè di lunedì 29 gennaio 2024

di fra Claudio Grana
– Comunità di Bocca di Magra (SP) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 29 gennaio 2024.

4a settimana del Tempo Ordinario.

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 5, 1-20)

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Gerasèni. Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo posseduto da uno spirito impuro.
Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo. Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre.
Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest’uomo!». E gli domandò: «Qual è il tuo nome?». «Il mio nome è Legione – gli rispose – perché siamo in molti». E lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese.
C’era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo. E lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare.
I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto. Giunsero da Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio.
Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di poter restare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Va’ nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te». Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati.

Il Vangelo di oggi tratta un tema un po’ difficile e misterioso. Ci sono tanti particolari che non è facile comprendere. E tuttavia, questo ci aiuta a cercare e a fissare l’attenzione sul messaggio centrale, su ciò che emerge con chiarezza dall’annuncio evangelico. E al centro troviamo un dittico, una doppia presenza: da una parte il male, i demòni, e dall’altra la salvezza, Gesù.

Il primo messaggio che emerge, quindi, è che il male, il maligno esiste davvero, sia nella forma più abituale di tentazione al peccato, sia in questa forma più appariscente della possessione diabolica. Non pensiamo che sia un racconto simbolico, di fantasia. Sono cose avvenute lungo i secoli e che accadono ancora oggi, come testimonia l’esperienza degli esorcisti. E se esiste il potere del male, ne consegue una visione dell’uomo e della vita: non dobbiamo essere ingenui, non basta essere spontanei, fare ciò che viene naturale, seguire ciò che gratifica. Dobbiamo riscoprire la vita come cammino, come lotta, riscoprire una educazione e una pedagogia che comprenda il valore della fatica, dell’impegno, della rinuncia, del dominio di sé.

Ma è ancora più importante la seconda parte del messaggio: Gesù non viene per parlarci del male, ma per annunciare e realizzare la nostra salvezza! Se dovessimo lottare da soli contro il male, sarebbe una vita triste e faticosa. Il messaggio evangelico è chiaro: dove abbonda il peccato, sovrabbonda la grazia (Rm 5,20), Dio è più grande di ogni oscurità, Dio vince il male e la morte. Lo vediamo anche oggi in questa pagina evangelica di liberazione, di salvezza, di vittoria. Gesù chiama questa liberazione un atto di misericordia, e così ci insegna il vero significato di questa parola, ci insegna come distinguere la vera dalla falsa misericordia. La vera misericordia di Dio consiste in questo: nel non lasciarci nel male, nel peccato, nella schiavitù, ma nel liberarci, nel guarirci e nel donarci una vita nuova.

Chiediamo al Signore di comprendere e di accogliere sempre più il suo dono, e di annunciare con la vita quello che lui ha fatto per noi.

Preghiamo.
Signore Dio nostro,
concedi a noi tuoi fedeli
di adorarti con tutta l’anima
e di amare tutti gli uomini con la carità di Cristo.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

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