di padre Stefano Molon
– Comunità di Baoro (Rep. Centrafricana) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 6 febbraio 2024.
5a settimana del Tempo Ordinario.
Memoria dei santi martiri del Giappone, Paolo Miki e compagni.
Dal Vangelo secondo Marco (7,1-13)
In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, stoviglie, di oggetti di rame e di letti -, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».
Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:
“Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. Mosè infatti disse: “Onora tuo padre e tua madre”, e: “Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte”. Voi invece dite: “Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è korbàn, cioè offerta a Dio”, non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte».
Oggi incontriamo Gesù che si scontra frontalmente col modo di pensare molto devoto dei farisei. Fedeli zelanti e pieni di fede, i farisei cercavano di vivere con grande scrupolo ogni piccola norma della Legge scritta e di quella orale. Convinti che solo nell’obbedienza ai comandi potevano essere graditi a Dio, impegnavano tutte le loro energie nel conoscere e rispettare i precetti del Signore
Gesù vive con intelligenza ed equilibrio le norme, distinguendo quelle che provengono da Dio da quelle che sono frutto dell’abitudine e della tradizione umana. Riconduce all’essenziale ogni norma, sapendo bene che Dio l’ha voluta per il bene dell’uomo e per la sua maggiore libertà. Gesù qui contesta il buon senso di tutte quelle minuziose prescrizioni che assediavano la vita del credente. Oltre seicento precetti e relative interpretazioni che avevano condotto la legge della libertà verso le insidiose sponde dell’oppressione. Santa, ma sempre oppressione. Gesù contesta duramente la Legge orale, quei precetti che nei secoli si erano aggiunti alle dieci parole donate sul Sinai. Groviglio inestricabile e sconfortante di misure, di obblighi, di severe regole da rispettare per presentarsi davanti a Dio.
Chiediamo oggi, umilmente, al Signore Gesù di mandare su di noi il suo Spirito per illuminarci, per darci il vero buon senso e un cuore capace di discernere giorno per giorno ciò che veramente è importante: “Ama Dio con tutto il cuore , ama il prossimo tuo come te stesso”.
Preghiamo.
O Dio, forza di tutti i santi,
che hai chiamato alla gloria eterna san Paolo Miki
e i suoi compagni attraverso il martirio della croce,
concedi a noi, per loro intercessione,
di testimoniare con coraggio fino alla morte
la fede che professiamo.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Auguro a tutti voi una giornata vissuta alla luce e nel calore del Vangelo!
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