di padre Andrea Frizzarin
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 10 febbraio 2024.
5a settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di Santa Scolastica, vergine.
Dal Vangelo secondo Marco (8,1-10)
In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano».
Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?». Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette».
Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli.
Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. Erano circa quattromila. E li congedò.
Poi salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà.
Sono passati solo pochi giorni da quando avevamo ascoltato nel Vangelo lo stesso discorso. Questa per Marco è la seconda moltiplicazione dei pani, simile, ma con qualche differenza. E poi… che importa? Anzi: se una cosa è bella, siamo contenti di ascoltarla e riascoltarla, come una bella canzone (dopotutto siamo nel periodo di SanRemo), vogliamo rivivere una grande emozione, ripetere qualcosa che ci ha fatto del bene… tutti in fondo siamo un po’ ripetitivi. E anche Gesù oggi ci rilancia il racconto della moltiplicazione dei pani, forse per farci capire ancora qualcosa in più e sicuramente farci venire il desiderio di Lui… Il proverbio non dice infatti che la fame vien mangiando?
Qui però non si parla di fame anche se dopo 3 giorni di cammino lo stomaco si fa sentire. La folla segue Gesù a prescindere. Si sta nutrendo della sua Parola e questa sembra gli basti. È Gesù invece che con compassione si preoccupa della gente: non vuole che vengano meno lungo il cammino. Quale cammino? Il mio, il tuo! Il cammino di chi si mette ad ascoltare Gesù! Può arrivare il momento della stanchezza e della fatica e ci vuole una pausa “pit stop” ricaricante. Ma che occhio Gesù: Lui si preoccupa di me!
C’è poi un altro passo da fare: si tratta dei discepoli. “Non riusciamo!” Eppure avevano la soluzione in mano: Gesù gliela aveva servita: era lui la risorsa da attivare, ma soprattutto è quell’atteggiamento di compassione che consente i miracoli. “Quanti pani avete?” “Noi?” Avevano tenuto da parte 7 pani… la merenda… non si sa mai… qui va per le lunghe… bisogna attrezzarsi. Gesù vuole rompere la logica del per me, del guardare al mio stomaco per preoccuparsi invece degli altri. Allora anche il poco o il niente che uno ha, nelle mani di Gesù può solo moltiplicarsi. Bhé, se allora è così, allora ti do anche i pesci… un passo in avanti c’è!
Miracolo grande dove tuttavia non si presenta un Gesù che ti prende per la gola, ma che provoca ad uno sguardo nuovo e altruista. Vangelo adatto non solo per chi si prepara alla prima comunione, ma per tutti noi che ogni domenica ripetiamo il gesto dello spezzare il pane, dove Gesù si dona e garantisce essere il pane vero che sazia ogni cuore!
Preghiamo.
Nella memoria della santa vergine Scolastica,
ti preghiamo, o Padre:
dona anche a noi, sul suo esempio,
di amarti e servirti con cuore puro
e di gustare la dolcezza del tuo amore.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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