di padre Andrea Maria Bello
– Comunità di Genova –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 11 febbraio 2024.
6a domenica del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Marco (1,40-45)
In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.
Il lebbroso che oggi va incontro a Gesù conosce benissimo la sua condizione di “impuro”, di reietto, respinto da qualsiasi forma di vita sociale, sa benissimo che ha bisogno di “essere purificato” per guarire ed essere ristabilito nella possibilità di vivere relazioni ed uscire così dalla prigione del suo isolamento forzato! Per questo, in ginocchio, supplica Gesù in questo modo: “Se vuoi, puoi purificarmi!”. Dal canto suo Gesù sa benissimo che chiunque tocca un lebbroso può essere egli stesso contagiato dalla lebbra e sopratutto sa che secondo le leggi del culto chi tocca un impuro diventa egli stesso, a sua volta, un impuro, partecipe della stessa condanna sociale. Tuttavia Gesù per guarirlo – e questo mi colpisce e mi commuove sempre – decide di toccarlo, decide consapevolmente di toccare un “intoccabile”, e lo fa con tutto se stesso! Lo tocca con la sua compassione rivelatrice del suo cuore, lo tocca con la sua mano e può farlo per il mistero della sua Incarnazione, lo tocca con la sua parola che manifesta chiaramente la volontà del Padre su ciascuno di noi ed è una ferma presa di posizione di bene contro ogni male, di vita contro ogni morte: “Lo voglio, sii purificato!”. E che cosa accade? Il miracolo della grazia, la verità dell’Amore, il mistero della Pasqua! Non è Gesù che toccando un impuro diventa a sua volta impuro ma il contrario: è il lebbroso, impuro, che toccato da Gesù, l’Amore che si fa carne, diventa puro, guarisce partecipando alla vita e alla purezza del Padre! E come è bello cari amici contemplare tutto questo proprio oggi, 11 febbraio, giorno in cui ricordiamo le apparizioni di Maria a Lourdes, con quel suo costante ed instancabile invito materno alla conversione, riconoscendoci costantemente bisognosi di essere toccati da Gesù!
Preghiamo.
Padre, che nel tuo Figlio crocifisso
annulli ogni separazione e distanza,
aiutaci a scorgere nel volto di chi soffre
l’immagine stessa di Cristo,
per testimoniare ai fratelli la tua misericordia.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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