di padre Marco Garagnani
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 13 febbraio 2024.
6ª settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 8,14-21)
In quel tempo, i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. Allora Gesù li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane.
Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». E disse loro: «Non comprendete ancora?».
Domani comincia la Quaresima e mi sembra che Gesù ci aiuti ad iniziarla davvero bene. La vita è bellissima ma…di quale vita parliamo? Ciascuno di noi è nato in un contesto famigliare diverso e porta i segni delle sue origini e del cammino esperienziale vissuto nei suoi anni di vita. Ma c’è una vita con la V maiuscola che si affianca cortesemente ad ogni nostra vita e che desidera entrare in simbiosi con ogni istante del nostro tempo. Capiamoci meglio: la mattina mi sveglio, vado a lavorare, pausa pranzo con i colleghi o a casa, ritorno a casa e cena con la mia famiglia, a letto…un continuo ripetersi di azioni sempre uguali ogni tanto condite con qualche novità, ad esempio uno sport o un incontro con amici esterni al contesto famigliare. È la vita umana e biologica che scorre con il passare dei giorni. Ma c’è una vita “parallela suadente” che vorrebbe permeare ogni nostro attimo terreno…la Vita di Dio, che si è fatta prossima a noi in Gesù. Essa non invade ma desidera il nostro beneplacito e può raggiungerci solo se l’accogliamo. Essa rende unici, luminosi, saporosi, irripetibili ed eterni gli istanti del nostro tempo. E non solo…Gesù promette: “Ecco, Io faccio nuove tutte le cose”. Capite allora perché ha senso la vita di una famiglia povera, di un frate, di una monaca di clausura…è tutta pervasa da una continua novità. Una novità che si attiva grazie al sì a Dio che si realizza nelle stesse e solite cose di tutti i giorni.
Gesù, oggi, ci chiede di credere in Lui, di non preoccuparci della quantità di esperienze e di input provenienti da tutte le parti del nostro vissuto (cioè fare esperienza in tutti gli ambiti sani e moralmente malsani del mondo) ma della qualità di esso… qualità che si misura in base alla coscienza e all’apertura che abbiamo verso la Provvidenza divina.
La Quaresima sia per ciascuno di noi tempo di novità profonda e rinnovatrice e, per contrastare il fariseo che è in noi, non preoccupiamoci delle penitenze che dobbiamo fare ma dell’intensità di amore con cui vivere questo tempo importantissimo.
Preghiamo.
Padre santo e misericordioso,
che richiami sempre i tuoi figli con la forza e la dolcezza dell’amore,
spezza le durezze del nostro orgoglio e crea in noi un cuore nuovo,
capace di ascoltare la tua parola e di accogliere il dono della vita nel tuo Figlio.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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