di fra Francesco Palmieri
– Comunità di Bouar – Yolé (Rep. Centraficana) –
***
Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 26 febbraio 2024.
2a settimana di Quaresima.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6,36-38)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati.
Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».
Qualche giorno fa, tre seminaristi più grandi sono stati sorpresi a cucinare per sé dei polletti dell’allevamento che erano morti e che erano stati messi da parte. Oltre a non chiedere il permesso e a fare tutto di nascosto, per dedicarsi alla preparazione non si sono presentati alla cena comunitaria in refettorio e si sono serviti – per i propri scopi – degli ingredienti forniti per la minestra di tutti.
Dopo essere stati redarguiti e puniti, rimaneva da decidere cosa fare dei polli ben preparati. Sono stati chiamati a raccolta i seminaristi più piccoli – che intanto stavano guardando un film religioso insieme a tutti gli altri – e gli è stato chiesto: “Ma voi siete sazi e soddisfatti della minestra di stasera?”. Dopo qualche timido tentennamento è arrivata la risposta: “In verità, no…”. Quando gli è stato detto che in quel momento potevano mangiare del pollo, hanno sbarrato gli occhi in un’espressione di stupore e sono corsi gioiosamente in refettorio a ri-apparecchiarsi la tavola.
A me è stato chiesto di presenziare a questa premiazione per fare in modo che fosse effettivamente dato solo a loro da mangiare il pollo, e per suddividere le parti. Le porzioni erano sostanziose, ma un po’ poche, e allora ho chiesto loro: “Come si fa?”. Seraphin prontamente mi dice: “Io faccio a metà con Evrad”. E gli altri, imitandone l’esempio, hanno formato delle coppie per condividere i pezzi di pollo. Io che mi sarei aspettato si sarebbero abbuffati con veemenza, mi sono dovuto ricredere: con ordine, compostezza e gioia si sono ripartiti il premio.
La misericordia di Dio irrompe nella nostra vita in “misura buona, pigiata, colma e traboccante” come un premio inatteso, come qualcosa che supera le aspettative. Un po’ come il pollo per i seminaristi più piccoli. Ed è alla luce di tale misericordia che è possibile muoversi con carità gioiosa nei confronti del fratello.
Preghiamo.
Conferma, o Signore, i cuori dei tuoi fedeli
e sostienili con il vigore della tua grazia
perché siano perseveranti nella preghiera
e sinceri nella carità fraterna.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
***
***
Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:
***
Visita i nostri siti:
***




Devi effettuare l'accesso per postare un commento.