di padre Michele Goegan
– Comunità di Genova –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 27 febbraio 2024.
2a settimana di Quaresima.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 23,1-12)
In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».
Il succo del Vangelo di oggi è riassunto nei proverbi molto popolari : “Predichi bene ma razzoli male” e “Da che pulpito viene la predica!” Quando si dice qualcosa che non corrisponde nei fatti o ne è proprio il contrario! Non è bello per nessuno ma tanto meno per chi si è seduto sulla cattedra di Mosè, di Gesù o deve guidare gli altri ad una mèta. Usiamo tante parole belle e corrette ma è l’applicazione o la coerenza che fanno difetto e così si da’ cattiva testimonianza a ciò che si dice essere importante e meritevole di essere vissuto. Parole, parole, parole, soltanto parole… diceva una nota canzone, ma i fatti?
Noi possiamo capire il Vangelo non solo attraverso la lettura del testo che è fondamentale ma attraverso la parola fatta carne, vissuta: così è stato Gesù per noi e così deve essere ognuno di noi per gli altri.
“Maestro”, “padre” e “guida” sono vocaboli di uso comune che non possiamo non usare ma che riferiti a Dio hanno un sapore particolare perché ciò che la parola esprime avviene veramente: Dio è padre che provvede ogni giorno a noi, è maestro di sapienza che ci guida attraverso le scelte e le esperienze con amore infinito perché non lo fa per lavoro ma è il suo modo di essere ….noi lo siamo di riflesso e anche professionalmente ottimi ma c’è sempre la nostra umanità che ci spinge a essere primi mentre con umiltà e gratuità dovremmo metterci in fondo per spingere avanti chi ci è affidato. L’autorità e la responsabilità sono sempre un servizio, mai un privilegio a sé stante.
Il mondo va avanti non a proclami ma tramite chi ogni giorno fa la sua parte con generosità e credibilità: facciamolo anche noi…meno chiacchiere e più fatti!
Preghiamo
Custodisci con continua benevolenza, o Padre, la tua Chiesa
e poiché, a causa della debolezza umana,
non può sostenersi senza di te,
il tuo aiuto la liberi sempre da ogni pericolo
e la guidi alla salvezza eterna. Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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