di padre Lorenzo Galbiati
– Comunità di Loano (SV) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 24 febbraio 2024.
2a settimana di Quaresima.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 20,17-28)
In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».
Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno».
Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dòminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Non è un caso che se proseguissimo la lettura dei versetti successivi a questi, incontriamo due ciechi di Gerico, desiderosi che i loro occhi si aprano.
Infatti ci troviamo nel Vangelo di oggi, di fronte alla cecità dei 12, per la terza volta Gesù dà l’annuncio della sua passione, ma il loro sguardo è distratto e puntato altrove.
C’è chi attraverso la mediazione materna mette gli occhi su posizioni e posti da occupare, chi invece si lascia prendere da uno sguardo di giudizio e di indignazione. Ma Gesù non si scompone di fronte alla domanda della madre dei due figli di zebedeo, oltre a indicare che è una richiesta di cui non se ne conosce la portata e la e le conseguenze, ne approfitta per riportare lo sguardo dei suoi a ciò che più conta, la croce.
Ne approfitta per dare il criterio e lo stile della fraternita. Tra voi non sarà così come avviene nel mondo dove il più forte vince, ma sarà così il più grande, si metterà a servizio degli altri.
Ed effettivamente, da questa lezione di umiltà, i 12 lasceranno che Gesù guarisca il loro sguardo e, tenendo fissi gli occhi su di lui, amico e maestro spenderanno la loro vita per il Vangelo.
Giacomo, Giovanni, Pietro e gli altri apostoli ci sono compagni nel cammino.
Preghiamo
Custodisci, o Padre,
la tua famiglia nell’impegno delle buone opere;
confortala con il tuo aiuto
nel cammino della vita
e guidala al possesso dei beni eterni.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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