di padre Stefano Molon
– Comunità di Baoro (Rep. Centrafricana) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 6 marzo 2024.
3a settimana di Quaresima.
Dal Vangelo secondo Matteo (5,17-19)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».
La pagina del Vangelo di oggi ci invita a seguire con grande fedeltà la legge di Dio, cioè la sua volontà manifestata nella sua parola. La legge e l’insegnamento dei Profeti sono stati la grande ricchezza del popolo d’Israele. Circondato da popoli di culture diverse e idolatri, gli Israeliti erano riusciti, nei secoli, a rimanere monoteisti, adoratori dell’unico vero Dio, attenti a mettere in pratica l’insegnamento di Abramo, d’Isacco, di Giacobbe e soprattutto a regolare il cammino esistenziale alla luce del Decalogo che Mosè ricevette da Dio, sul monte Oreb.
Gesù è venuto a compiere la legge antica: non solo riconosce ai precetti dell’Antico Testamento tutta la loro importanza, ma realizza nella sua persona ciò che i profeti avevano annunciato. È commovente leggere, dopo alcuni particolari del racconto della passione fatto da Giovanni, quali la tunica tirata a sorte, il colpo di lancia del centurione, queste parole: “Questo infatti avvenne perché si adempisse la Scrittura”. Che rispetto infinito, che amore dovremmo avere per questa santa Scrittura, che ci è stata trasmessa da uomini, ma che viene direttamente dal Padre!
Nell’Antica Alleanza, la legge data al Popolo non è un codice giuridico freddo e astratto, ma sono comandamenti d’amore che Dio dà al suo popolo perché viva.
In questa Quaresima chiediamo una duplice conversione: che il nostro cuore sia sempre rivolto a Dio, in ascolto di quanto ci chiede; e che impariamo, grazie a ciò, a conformare il quotidiano delle nostre giornate a tutto quanto egli ci domanda con la sua parola.
Preghiamo.
Concedi a noi, o Signore,
che, nutriti dalla tua parola
e formati nell’impegno quaresimale,
ti serviamo con purezza di cuore
e siamo sempre concordi nella preghiera.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
A tutti voi auguro una giornata illuminata dalla volontà di Dio!
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