di padre Andrea Maria Bello
– Comunità di Genova –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 10 marzo 2024.
5a domenica di Quaresima.
Inizia la novena a San Giuseppe.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3, 14-21)
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:
«Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».
Fare la verità equivale a venire verso la luce e fare opere in Dio. E tutto questo è il cammino della fede, quel cammino quotidiano e concreto di adesione della vita al mistero di Gesù Figlio di Dio, venuto per salvare il mondo, perché chiunque creda in Lui abbia la vita eterna! E’ un cammino quotidiano che ha i suoi molteplici frutti.
Fare verità è dunque prendere la nostra vita, con la sua storia di doni e ferite, e confrontarla con la vita di Gesù e con il mistero che è la Trinità, lasciare che la luce dello Spirito rischiari le nostre tenebre e illumini dal di dentro la nostra persona.
È presa di coscienza di chi realmente siamo, a volte con molto dolore, a volte con molto stupore, però sempre senza più la paura del rifiuto, perché tutto questo è dentro la Verità dell’amore che il Padre ha per ciascuno di noi, al punto da donarci totalmente il suo Figlio!
E allora, cari amici, credere è alzare gli occhi e guardare Gesù innalzato sulla croce, soprattutto quando ci sentiamo morsi dentro dal nostro peccato e dalle nostre fragilità, e ricordarci che ciascuno noi vale il suo Sangue!
Preghiamo.
O Dio, ricco di misericordia,
che nel tuo Figlio, innalzato sulla croce,
ci guarisci dalle ferite del male,
donaci la luce della tua grazia,
perché, rinnovati nello spirito,
possiamo corrispondere al tuo amore di Padre.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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