Caffè di venerdì 15 marzo 2024

di padre Roberto Fornara
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 15 marzo 2024.

4ª settimana di Quaresima.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 7,1-2.10.25-30)

In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.
Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto.
Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia».
Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».
Cercarono allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora.

“L’analisi del carattere per capire i comportamenti umani”; “Imparare il linguaggio del corpo per capire gli altri”; “Come capire e valutare chi ci sta di fronte”; “Risolvere rapidamente complicati problemi umani”; “Il linguaggio segreto del corpo”; “La nuova guida per capire sé stessi e gli altri”; “Capire e prevedere i comportamenti degli altri”… Ecco, solo alcuni esempi di titoli per rendere l’idea di una vasta letteratura contemporanea che pretende di offrirci metodi efficaci di conoscenza degli altri. Invece cresce l’impressione che quanto più aumentano testi del genere, tanto meno si capisce la vera identità dell’uomo.

Anche gli interlocutori di Gesù nel vangelo di oggi s’illudono di conoscerlo: “Costui sappiamo di dov’è”. E perciò Gesù deve subito avvertirli: “Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso”. Dicendo ciò, indica a loro – ma anche a noi – che bisogna cercare la sua identità nel suo rapporto con il Padre. Solo così si scopre, infatti, che finora non si conosceva davvero il Figlio nel suo mistero, ma si sapevano solo dati esterni, poco importanti, sull’uomo di Nazaret.

Se vogliamo conoscere Gesù, ma anche se vogliamo conoscere gli altri e persino noi stessi, non c’è strada più sicura di quella di addentrarci nel rapporto con Dio nella preghiera. Solo quando dimoriamo davanti al Padre, solo nel colloquio di amore e di amicizia con Lui nello Spirito, cominciamo a conoscere anche il Cristo, a conoscere ogni uomo, a conoscere noi stessi.

È un invito alla conoscenza che si fa amore, un invito alla relazione d’amicizia, un invito alla vita di preghiera. Lasciamoci interpellare ad iniziarla seriamente o a farci rinnovare in essa.

Preghiamo.
O Dio, che per la nostra fragilità
hai preparato aiuti efficaci,
fa’ che, accogliendone con gioia la forza rinnovatrice,
la manifestiamo in una degna condotta di vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

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Incontri, ritiri, iniziative 2023-2024

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