di padre Marco Pesce
– Comunità di Bouar – S. Elia (Rep. Centrafricana) –
***
Buongiorno, amici, con il caffè carmelitano di oggi, 23 marzo 2024.
5a settimana di Quaresima.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 11, 45-56)
In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che Gesù aveva compiuto, [ossia la risurrezione di Lazzaro,] credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto. Allora i capi dei sacerdoti riunirono il sinedrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione». Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.
Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Efraim, dove rimase con i discepoli. Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?».
Domani inizia la Grande Settimana, la Settimana Santa. Abbiamo percorso la Quaresima; la Parola di Dio ci ha parlato della conversione e della misericordia di Dio, della penitenza, del digiuno e della preghiera. Abbiamo riletto di quando Gesù annunciava ai suoi amici che avrebbe sofferto, sarebbe stato ucciso e sarebbe poi risuscitato. Ecco: da domani, per mezzo della liturgia, ripercorrereremo gli ultimi giorni della vicenda terrena del Signore, giorni di passione e di risurrezione.
Gesù compie il segno più straordinario di tutti: la risurrezione di Lazzaro. Quello che potrebbe essere il vertice del suo successo diventa l’inizio della fine, umanamente parlando. La sorte di Gesù è decisa. E qui l’evangelista Giovanni, con uno stile suo proprio, comunica il suo sguardo di fede: il sommo sacerdote Caifa sta prendendo una decisione orribile; eppure Giovanni, dopo i fatti, riconosce un’ispirazione nelle sue parole, una “grazia di stato”, come si dice. Dio trae sempre il bene per coloro che lo temono e osservano la sua parola. Dopo i fatti, Giovanni riconosce che in Gesù si sono ritrovate insieme tantissime anime, che altrimenti sarebbero rimaste sparpagliate per il mondo, ignare della novità. Che questa Settimana Santa ci aiuti a rinnovare il nostro sguardo di fede e la consapevolezza, piena di gratitudine, di appartenere al popolo dei “figli di Dio che erano dispersi”. Accompagniamo con la preghiera i catecumeni che fra una settimana entreranno a far parte della grande famiglia della Chiesa.
Preghiamo.
O Dio, che hai fatto di tutti i rinati in Cristo
la stirpe eletta e il sacerdozio regale,
donaci il desiderio e la forza di compiere ciò che comandi,
perché il tuo popolo, chiamato alla vita eterna,
sia concorde nella fede e nelle opere.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
***
***
Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:
***
Visita i nostri siti:
***




Devi effettuare l'accesso per postare un commento.