di padre Marco Chiesa
– Comunità di Roma – Casa generalizia –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 24 marzo 2024.
Domenica delle Palme e della Passione del Signore.
Dal vangelo secondo Marco (11,1-10)
Quando furono vicini a Gerusalemme, verso Bètfage e Betània, presso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli e disse loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito, entrando in esso, troverete un puledro legato, sul quale nessuno è ancora salito. Slegatelo e portatelo qui. E se qualcuno vi dirà: “Perché fate questo?”, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito”».
Andarono e trovarono un puledro legato vicino a una porta, fuori sulla strada, e lo slegarono. Alcuni dei presenti dissero loro: «Perché slegate questo puledro?». Ed essi risposero loro come aveva detto Gesù. E li lasciarono fare.
Portarono il puledro da Gesù, vi gettarono sopra i loro mantelli ed egli vi salì sopra. Molti stendevano i propri mantelli sulla strada, altri invece delle fronde, tagliate nei campi.
Quelli che precedevano e quelli che seguivano, gridavano: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide! Osanna nel più alto dei cieli!».
Mancano pochi giorni alla Pasqua e ripercorriamo con Gesù l’ultimo tratto della sua vita terrena, celebrando la Settimana Santa, che si apre proprio con l’ingresso trionfale in Gerusalemme. Questo brano evangelico costituisce il cuore della benedizione delle palme, una processione, a cui siamo molto affezionati.
Nel racconto tutto scorre in modo in modo stranamente naturale: la prontezza dei presenti nel concedere il puledro, la folla che si ammassa improvvisamente, la coralità delle acclamazioni… tutto è guidato dalla mano di Dio e Gesù diventa il centro e il Signore di eventi trionfali e dolorosi che si susseguiranno rapidamente.
Certo, sappiamo che quella stessa folla, che ora lo acclama come il “Benedetto del Signore”, non esiterà a condannarlo davanti a Pilato e a oltraggiarlo sul Golgota: il lungo racconto della Passione, durante la Messa, ce lo ricorda con tutta la sua crudezza. Tuttavia, vediamo che Gesù prepara questo momento di trionfo e asseconda la folla di Gerusalemme.
Egli è davvero il “Benedetto che viene nel nome del Signore” e con lui davvero “viene pure il Regno benedetto del padre Davide”. Potremmo dire che Gesù – sempre schivo di fronte a complimenti o pubbliche manifestazioni – in questo caso esce allo scoperto e la vox populi, sotto il soffio dello Spirito, riconosce due verità importanti: il suo essere inviato dal Padre e l’avvento del Regno. Queste sono le due “rotaie” su cui si muove l’intera esistenza di Cristo in terra e che, se ben comprese e interiorizzate, ci consentono di vivere bene questa Settimana di grazia, senza cedere alla volubilità dell’emozione, ma accogliendo la luce della Pasqua, che filtra necessariamente attraverso la croce.
Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
che hai dato come modello agli uomini
il Cristo tuo Figlio, nostro Salvatore,
fatto uomo e umiliato fino alla morte di croce,
fa’ che abbiamo sempre presente
il grande insegnamento della sua passione,
per partecipare alla gloria della risurrezione.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti voi!
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