di fra Francesco Palmieri
– Comunità di Bouar – Yolé (Rep. Centraficana) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 26 marzo 2024.
Tempo di Quaresima – Settimana santa.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 13, 21-33.36-38)
In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà».
I discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui.
Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte.
Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire».
Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte».
Se dovessimo contemplare la scena descritta dal brano evangelico di oggi in un dipinto di Giotto, vi noteremmo alcuni particolari interessanti. Nel ciclo di affreschi che decorano la Cappella degli Scrovegni di Padova, l’artista ha voluto raffigurare le varie scene della vita di Maria, della vita di Gesù e il Giudizio Universale.
Poiché sono santi, tutti gli Apostoli sono raffigurati con un’aureola dorata dietro la loro testa, simbolo della luce di Cristo che essi sono chiamati a riflettere sul mondo tramite i loro gesti e le loro parole. Anche il Maestro ha un’aureola che però è diversa da tutte le altre perché al suo interno vi è iscritta una croce: la luce della sua gloria infatti risplende nell’ora più buia, a partire dall’accettazione del sacrificio per amore dell’umanità.
È profonda la notte del Giovedì Santo: il traditore è accecato dal male e la mente degli Apostoli è rabbuiata dall’incomprensione. In questo caso sembra calzare a pennello un errore di mistura dei colori da parte del pittore, che nel tempo – proprio nell’affresco dell’Ultima Cena – ha fatto ossidare le aureole degli Apostoli, che da giallo-dorate sono divenute nere.
Per quanto riguarda Giuda Iscariota, in ogni scena in cui viene raffigurato la sua aureola è volutamente nera e un po’ sfuocata, come se fosse sul punto di dissolversi. Sebbene fosse stato chiamato alla sequela di Gesù e alla santità, questo apostolo ha preferito rimanere opaco come uno stoppino smorto; ha preferito la comodità del buio piuttosto che lasciarsi abbagliare dalla luce. E questa tenebra – oltre che al tradimento del Messia – lo ha condotto al peccato ancora più grave, e cioè a non voler credere a una possibilità di perdono per sé. Infatti, nonostante si sia poi reso conto di aver sbagliato e abbia restituito il denaro del tradimento, non ha fatto come Pietro, che dopo il triplice rinnegamento ha versato lacrime di pentimento, ma è corso a togliersi la vita.
Tuttora, se si ammira il Cenacolo rappresentato da Giotto, si può notare che solo l’aureola di Gesù brilla, e solo Lui nel brano del Vangelo è serenamente mosso dallo Spirito: per Lui è tutto chiaro quello che dovrà succedere perché Lui lo ha già accettato per il bene dell’umanità. Lui si sente glorificato come quando, qualche capitolo prima nello stesso Vangelo di Giovanni, ha udito la voce del Padre nel Tempio di Gerusalemme. E questa gloria gli deriva dall’avergli gioiosamente obbedito, dall’essersi conformato alla sua volontà.
Preghiamo.
La tua misericordia, o Dio,
liberi dalle insidie dell’antico peccato
il popolo a te fedele
e lo renda capace della santità di una vita nuova.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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