di padre Matteo Pesce
– Comunità di Torino –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 11 aprile 2024.
2a settimana di Pasqua.
Memoria di San Stanislao, vescovo e martire.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3, 31-36)
Chi viene dall’alto, è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito.
Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.
Ancora poche ed ermetiche frasi riprendono il discorso di Gesù a Nicodemo. Riusciamo a percepirvi la preoccupazione di Gesù per coloro che non sanno accogliere la sua testimonianza e che, quindi, non proseguono il cammino della vita vera. A Lui sembra assurdo che la Verità non sia creduta, eppure la nostra esperienza comune è quella di saper preferire il male al bene, quando ci lasciamo ingannare da modi di pensare e di dire “secondo la terra”, cioè secondo i nostri istinti segnati dal peccato originale, questa antica ferita che ci tramandiamo da sempre, quell’egoismo fondamentale che si insinua nei pensieri e nelle azioni. La soluzione proposta dal Maestro è chiara e ripetuta più volte lungo il quarto Vangelo ed è questa: chi crede nel Figlio ha la vita eterna. Egli è affidabile perché il Padre, che lo ama, gli ha dato in mano ogni cosa. Ma cosa significa credere? Vuol dire essere certi? Vuol dire fidarsi? Il Vangelo di oggi definisce il credere come obbedienza. Questa è anzitutto ascolto, poi azione. Dunque, come Gesù, che attesta ciò che ha visto e udito dal Padre e gli obbedisce, così noi possiamo “vedere” la vita eterna anzitutto mettendoci in ascolto della parola di Cristo per poi obbedirgli anche nel fare quello che lui ci ispira. Il suo “dire le parole di Dio” è “dare lo Spirito senza misura”, quindi ascoltare Gesù significa, nel tempo della Chiesa, il nostro, ascoltare lo Spirito Santo, che ci suggerisce quando e come servire il Regno di Dio.
Preghiamo.
O Dio, per la tua gloria il santo vescovo Stanislao
ha donato la vita colpito dalla spada dei suoi persecutori:
concedi anche a noi
di perseverare forti nella fede sino alla morte.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Buona e santa giornata a tutti voi!
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