di padre Domenico Rossi
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 15 aprile 2024.
3ª settimana di Pasqua.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6,22-29)
Il giorno dopo, la folla, rimasta dall’altra parte del mare, vide che c’era soltanto una barca e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma i suoi discepoli erano partiti da soli. Altre barche erano giunte da Tiberìade, vicino al luogo dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie.
Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».
Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».
Il Vangelo ci presenta una folla (ci siamo anche noi) che è in cerca di Gesù; lo cerca fino a quando lo trova.
Trovatolo, la folla pone una domanda: «Quando sei venuto qui?». E «Come sei venuto qui?». Per trovare Gesù bisogna seguire i suoi passi, cioè mettere in pratica la sua Parola, lasciarci guidare dalla bussola interiore che è lo Spirito Santo che è in noi, ed essere veri figli della Chiesa la quale ci permette di seguire la strada che conduce a Gesù.
Gesù è contento che la folla lo cerchi. Ha detto: «Quando sarà elevato sulla croce, attirerò tutti a Me». Aveva anche detto: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro». Gesù oggi non risponde alla domanda, vuole solo purificare le nostre intenzioni e chiede: «Cosa cercate quando cercate me?». Questa domanda ci invita a comprendere la profondità del nostro cuore. È come se Gesù dicesse: «Si, è vero, mi state cercando, ma non state cercando in me la cosa giusta, voi mi cercate perché avete fame e io vi ho dato da mangiare. Questo motivo non sostiene la ricerca e non consente l’incontro vivo e reale con me. Ascoltate meglio la vostra fame, ascoltate la fame più profonda che è dentro di voi». Gesù ci dice: «Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà». Quando ci diamo da fare con tutto noi stessi? Quando ci interessa profondamente qualche cosa e facciamo fatica. Quando ci impegniamo fino in fondo? Quando convogliamo tutte le nostre energie e le nostre risorse per trovare il tesoro, il nostro tesoro!
Preghiamo.
Dio onnipotente,
fa’ che, spogliati dell’uomo vecchio con le sue passioni ingannevoli,
viviamo come veri discepoli di Cristo,
al quale ci hai resi conformi con i sacramenti pasquali.
Egli è Dio, e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata a tutti!
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