di padre Roberto Fornara
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 17 aprile 2024.
3ª settimana di Pasqua.
Beato Battista Spagnoli, carmelitano.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6,35-40)
In quel tempo, disse Gesù alla folla:
«Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai! Vi ho detto però che voi mi avete visto, eppure non credete.
Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».
Il poeta e scrittore Arnoldo Mosca Mondadori, cristiano convinto che da più di vent’anni è anche ministro straordinario dell’Eucaristia, presentando un suo libro-intervista dal sottotitolo Dialogo sulla vita e l’Eucaristia, realizzato con la giornalista di TV2000 Monica Mondo, ha indicato come atteggiamento “eucaristico” fondamentale la capacità di essere e sentirci figli (“nutriti” dal cibo procurato dai genitori: “) e bambini (“stupiti” dalla bontà e dall’abbondanza del pane condiviso con amore).
Vengono in mente la fiducia filiale e il primato accordato alla grazia da Teresa di Gesù Bambino, quando ascoltiamo queste parole di Alberto Mosca Mondadori: «l’infanzia spirituale, questo è importante. Perché se in noi non rimane accesa l’infanzia spirituale, cadiamo nel vuoto, siamo come morti in vita. L’Eucaristia ci fa risorgere già in questa vita, cioè ci fa tornare vivi, ci riaccende». Come ha riacceso il cuore dei due discepoli di Emmaus! Sant’Agostino legge con estrema semplicità questo “vangelo eucaristico”: «chi crede, mangia»… Dio ha nutrito il suo popolo nel deserto per insegnargli che «l’uomo non vive di solo pane, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio» (Dt 8,3). Nutrendoci delle parole che il Padre vuol dirci e dei doni che vuole donarci in Cristo ritroviamo il cammino verso la gioia piena. Il Pane di vita è l’amore vero, quello che abbatte ogni barriera: “chiunque venga a me non avrà fame e chiunque crede in me non avrà sete, mai”!
Proviamo a guardare Gesù con gli occhi della fede, a riscoprirne la presenza reale in eventi e persone. Guardiamo come in un film volti conosciuti (genitori, moglie o marito, fratelli e sorelle, figli, amici, santi a cui siamo devoti…) e anche volti ignoti (vittime di guerre e violenze che i telegiornali ci riversano addosso; bambini che soffrono per povertà, fame, malattia; mendicanti di monete, di amore, di misericordia; persone che non hanno ancora trovato il “pane di vita”; persone sole che chiedono un sorriso o un po’ di compagnia)… volti che ci incantano, riempiendoci di stupore. O che ci provocano, scuotendoci dal nostro torpore e dalla nostra indifferenza. È una sveglia, un campanello d’allarme per capire anche la nostra relazione con Cristo-Eucaristia, soprattutto se prolungheremo la comunione sacramentale con qualche momento di adorazione eucaristica. I nostri occhi sono guardati da quelli che santa Teresa chiamava “i begli occhi” di Cristo… e i nostri, a loro volta, lo guardano: è solo uno sguardo, ma nello sguardo c’è tutto, anche la fame, il desiderio di lui, perché il vero sguardo avviene nel profondo, “al di dentro”, dove accade qualcosa di bello, di sublime. Forse anche il miracolo del dono, del servizio, della condivisione e della compagnia. O della conversione. E perché no!? Di lacrime di pentimento e del desiderio di una vita diversa, bella, nuova, da risorti, ri-creati nell’ultimo giorno. Sì, perché Cristo è risorto. È veramente risorto!
Preghiamo.
Ti adoro devotamente, Dio nascosto,
che ti celi sotto queste apparenze.
Credo, perché niente è più vero di questa parola di verità.
O Gesù, che adesso adoro sotto un velo,
fa’ che, nel contemplarti faccia a faccia,
possa godere della tua gloria. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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