Caffè di domenica 21 aprile 2024

di padre Pierluigi Canobbio
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 21 aprile 2024.

4ª domenica di Pasqua.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 10,11-18)

In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

In questa quarta domenica di Pasqua Gesù si presenta ai suoi discepoli, e anche a noi, come il buon pastore: con questa immagine che richiama la cura, l’accudimento e la custodia, ricapitola il suo amore con alcune azioni precise: dà la propria vita (lo ripete quattro volte), custodisce e difende con attenzione, conosce e si lascia conoscere, desidera essere la guida che si fa ascoltare, che raduna, che unifica e mette al sicuro chi gli è affidato e anche gli altri.

I destinatari di questa custodia sono le sue pecore, il gregge, ma anche chi proviene da fuori, per esprimere il Suo amore su credenti e non credenti, su ogni anima. Le anime e il gregge gli appartengono, sono sempre presenti nel suo pensiero e nel suo cuore, sono il suo tesoro, con una stridente differenza con il mercenario che se ne disinteressa, pensa ai sui interessi, nel pericolo le abbandona e fugge, non gli importa delle pecore.

Questo amore del Signore e ardente desiderio dell’unità e della salvezza delle anime è quello che ha contagiato anche i santi: santa Teresa di Gesù, proprio all’inizio del suo libro Cammino di Perfezione, scrive: “Mi pareva che pur di salvare un’anima sola delle molte che si perdevano (in scismi ed eresie), avrei sacrificato mille volte la mia vita”.

In questo modo il Signore Gesù desidera che ci prendiamo a cuore e che curiamo le persone che ci sono affidate, con l’ardore e la generosità che ci insegna come buon pastore.

Preghiamo.
Padre di Misericordia, che in Cristo buon pastore
ti prendi cura delle nostre infermità,
donaci di ascoltare oggi la sua voce,
perché, riuniti in un solo gregge,
gustiamo la gioia di essere tuoi figli.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Buona e santa domenica a tutti voi!

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