Caffè di giovedì 25 aprile 2024

di padre Giustino Zoppi
– Comunità di Bocca di Magra (SP) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 25 aprile 2024.

Festa di San Marco, evangelista.

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 16,15-20)

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

Il vangelo di Marco che noi oggi festeggiamo non finiva così, finiva prima, quando le donne ascoltavano l’annuncio dell’Angelo che diceva loro di andare ad annunciare ai discepoli che Gesù li aspettava. Poi in un secondo tempo la comunità cristiana ha aggiunto un capitolo per descrivere quello che è accaduto dopo e per descrivere quello che era l’azione della comunità primitiva. Allora che cosa ci dice in questo brano: innanzitutto, in maniera molto sintetica, ci racconta come Gesù ad un certo punto ascende al cielo cioè si siede alla destra del Padre. Un momento fondamentale perché da questo sedersi alla destra del Padre dipende l’invio dello Spirito Santo e la presenza di Gesù operante nella comunità cristiana fino alla fine dei tempi.

Poi dopo si parla dell’invito, dell’invio meglio, di Gesù ad annunciare il vangelo in tutto il mondo. Questo è un aspetto essenziale, la comunità cristiana è chiamata non solo a vivere la realtà della resurrezione ma a diffonderla e si parla anche della serietà di questo appello alla adesione a Cristo: chi non crederà sarà condannato. Non basta annunciare. Non basta ascoltare. Bisogna credere. Lasciamo a Dio il giudizio su di chi crede e chi non crede, però non siamo faciloni nel dire che è indifferente credere o non credere.

In un secondo tempo poi si parla del fatto che gli apostoli e i discepoli della comunità cristiana, dopo questo, ecco, si lanciano nell’avventura dell’annuncio del vangelo e si dice che Gesù accompagnava la loro azione con i prodigi. Ci domandiamo: questi prodigi avvengono ancora oggi? Sì, avvengono spesso a fianco dell’opera dei santi, ma nella comunità cristiana che annuncia il vangelo, che annuncia la risoluzione avvengono ancora? E se non avvengono come oggi, pare se da tanto tempo, perché non avvengono? Forse perché, come qualcuno dice, erano riservati al momento iniziale della espansione della chiesa o forse perché noi siamo troppo imprigionati in una mentalità razionalistica o in una ottica terrena per cui il vangelo si diffonde semplicemente attraverso i libri, la parola, la catechesi, la testimonianza, eccetera, eccetera. Non sarà invece perché noi non abbiamo più la fede che Gesù possa operare ancora oggi le stesse cose che operava quando calpestava le strade della Galilea, della Giudea?

Signore, aumenta la nostra fede.

Preghiamo

O Dio,
che hai glorificato il tuo evangelista Marco
con il dono della predicazione del Vangelo,
concedi a noi di imparare dal suo insegnamento
a seguire fedelmente le orme di Cristo che vive e regna nei secoli dei secoli.

Un abbraccio a tutti, amici carissimi, un augurio di buon onomastico ai tanti Marco che ci sono tra i nostri confratelli della provincia ligure. Buona giornata.

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