Caffè di sabato 27 aprile 2024

di padre Piergiorgio Ladone
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 27 aprile 2024.

4a settimana di Pasqua.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,7-14)
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».
Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.

L’affermazione della centralità di Cristo nel nostro cammino di fede, ovvero l’importanza fondamentale di fare l’esperienza che Egli è davvero risorto e vivo nella nostra vita e che soltanto attraverso di Lui possiamo arrivare al Padre, in altri termini poter dire: Dio esiste perché l’ho incontrato, trova nel Vangelo di oggi il suo momento culminante. Infatti è Gesù stesso che dice ai suoi discepoli: “Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre, e poi: “Chi ha visto me, ha visto il Padre”, ossia, sapete chi è Dio, e ancora: “Io sono nel Padre e il Padre è in me”, cioè siamo un unico e solo Dio. Eppure Filippo che da tanto tempo stava con Gesù non l’aveva ancora capito … E noi? Da un lato possiamo indubbiamente consolarci perché sappiamo che non è facile, anzi, non è proprio possibile arrivare a questa conoscenza con la capacità di “vedere” la realtà divina con gli occhi puramente umani. D’altro lato, però, vorrei insistere sull’importanza della richiesta, tutt’altro che banale o sbagliata, di Filippo, sul suo desiderio: “Mostraci il Padre e ci basta”. Direi che è un’intuizione invece molto giusta, che risponde ad una necessità profonda del nostro essere in quanto, se procediamo da Dio, vuol dire che portiamo in noi, anche incoscientemente, il desiderio di tornare a Lui … di tornare cioè a casa nostra, quella vera, perché è lì che troveremo tutti i beni che possiamo desiderare: la vita, la luce, l’amore, la gioia. A buon diritto quindi, Filippo pronuncia quel “ci basta vedere il Padre”. Il nostro problema è che occorrono gli occhi della fede per “vedere”, ossia per capire tutto questo. Una fede, che ci ricorda Gesù, consiste nel credere in Lui, nella sua opera di salvezza, condividendola, chiedendogli che si realizzi in noi e per mezzo di noi: questo è il significato dell’espressione “chiedere nel suo nome”, chiedere, appunto, secondo ciò che Lui desidera. E la prova che finalmente potremo davvero vedere il Padre sta nell’affermazione di Gesù: “… chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste …”. Ecco, proprio queste “opere più grandi” che si realizzano in noi ci permetteranno di poter “vedere”, ossia conoscere, toccando con mano, che Dio esiste veramente perché non potrebbero mai essere opere nostre, né tanto meno merito nostro.

Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno, rendi sempre operante in noi il mistero della Pasqua,
perché, nati a nuova vita nel Battesimo,
con la tua protezione possiamo portare molto frutto e giungere alla pienezza della gioia eterna.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

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Incontri, ritiri, iniziative 2023-2024

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