di padre Davide Sollami
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 30 aprile 2024.
5a settimana di Pasqua.
Dal Vangelo secondo Giovanni (14,27-31a)
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi.
Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate.
Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco».
Pace. I bambini la colorano nei loro disegni. Poesie e slogan pacifici riempiono pagine e piazze. C’è anche chi la pace l’ha immaginata senza patrie né proprietà e senza religioni.
È il saluto che ancora oggi ci si scambia in Terra Santa, ma l’uomo è una realtà complessa: si saluta augurandosi «Shalòm!», ma investe tante energie in piccole e grandi guerre quotidiane, per emergere sul fratello. Fin da Caino e Abele l’umanità vive in conflitto.
Oggi ci sono proposte di “pace interiore”, come fosse una conquista personale, tua, che ti mantiene in te stesso, isolandoti dagli altri.
C’è poi la pace garantita da una cosa che ci fa sentire bene. E quando questa finisce, dobbiamo trovarne un’altra che ci faccia stare altrettanto bene. È una pace provvisoria e, anche se a volte è costosa, resta comunque sterile.
Ma quella che dà Gesù è un’altra. «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi» (Gv 14,27). Il Signore ne parla nei suoi “discorsi d’addio” prima della Passione e la dona nelle apparizioni dopo la Resurrezione. La pace è un dono che riceviamo dal Risorto. E se quella del mondo è costosa, la pace di Gesù è gratuita.
È la presenza di Dio in noi che disarma il cuore e ci ricorda che accanto a noi abbiamo fratelli e sorelle, non ostacoli e avversari. È una pace che ci mette in movimento verso gli altri, non isola, crea comunità. È feconda. Dà la forza di perdonare e di vincere il male con il bene (Rm 12,21). Beati gli «operatori di pace» (Mt 5,9) nelle nostre Parrocchie, nelle famiglie, a scuola, al lavoro… Va custodita con cura, come tutti i doni preziosi di Dio. Basta un soffio per spegnere la piccola fiamma accesa la notte della veglia di Pasqua che nutre la nostra speranza: senza quella fiammella, sarebbe buio nelle nostre chiese e in noi stessi.
E noi? Qual è la nostra pace? Dove la cerchiamo?
Preghiamo
O Padre, donaci di perseverare nella fede e nella speranza
perché non dubitiamo che si compiano le tue promesse.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
E su tutti voi, amici del Caffè Carmelitano, invoco la benedizione di Dio.
Una buona e santa giornata a tutti!
Vi aspettiamo tutti al raduno degli Amici del Caffè Carmelitano
dal 17 al 19 maggio a Bocca di Magra, in Provincia di Spezia
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