di padre Federico Trinchero
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Incontro Amici del Caffè carmelitano 2024

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 16 maggio 2024.
7ª settimana di Pasqua.
San Simone Stock, carmelitano.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 17,20-26)
In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:]
«Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me.
Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo.
Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».
In questi ultimi giorni del tempo pasquale, in attesa del dono dello Spirito, la liturgia propone alla nostra meditazione il capitolo 17° del vangelo di Giovanni. Quelli di oggi sono gli ultimi versetti. Si tratta di un testo denso, intenso, di non facile e immediata lettura, ma che ci permette di dare come una sbirciatina sulla preghiera di Gesù. Gesù, infatti, quando pregava, a cosa pensava, cosa diceva?
Gesù quando pregava si rivolgeva sempre al Padre, ma pensava anche ad ognuno di noi e al mondo. Nell’intera preghiera, infatti, la parola più usata da Gesù è la parola “mondo” che ricorre infatti ben 18 volte. Cos’è il mondo per Gesù? Il mondo è il destinatario della sua missione. Gesù pregava quindi per noi, per quelli che avrebbero creduto in lui grazie alla predicazione dei discepoli, per coloro che avrebbero conosciuto il suo nome e accolto il suo amore. E in quel suo amore avrebbero scelto di vivere e rimanere, diventando una sola cosa tra loro, i discepoli, Gesù e il Padre, stretti in un unico, immenso e soprannaturale abbraccio che attraversa i luoghi, i tempi e unisce il mondo degli uomini a quello di Dio.
Gesù non appartiene al mondo perché egli già c’era prima che il mondo fosse, quando era nella gloria del Padre. Noi invece veniamo al mondo su questa terra. Ma credendo alla parola di Gesù, non apparteniamo più al mondo, pur restandoci. Siamo, infatti, nel mondo, ma non del mondo. E verso questo mondo, i discepoli, come Gesù, sono mandati, perché il mondo conosca Gesù, creda, accolga il suo amore, abbia la vita eterna. Ma il mondo crederà alle parole di Gesù, ripetute dai discepoli, solo se queste parole saranno accompagnate dalla testimonianza della loro vita, solo se saranno confermate dall’unità dei discepoli.
Se il mondo non crede è anche perché i discepoli non sono uniti, non sono perfetti nell’unità, non sono una cosa sola con il Padre e tra loro. Ecco perché la divisione dei cristiani è uno scandalo, cioè un inciampo che impedisce al mondo di credere.
Preghiamo.
Il tuo Spirito, o Signore,
infonda con potenza i suoi doni,
crei in noi un cuore a te gradito
e ci renda conformi alla tua volontà.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Buona giornata a tutti!
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