di padre Andrea Maria Bello
– Comunità di Genova –
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Incontro Amici del Caffè carmelitano 2024

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 18 maggio 2024.
7ª settimana di Pasqua.
Beata Maria dell’Incarnazione, carmelitana.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 21,20-25)
In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».
Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.
Partecipando al mistero pasquale di Gesù, la nostra vita, la nostra storia, portano dentro la testimonianza di una buona notizia che è all’opera, quella dell’amore di Dio che continua a vincere la morte e le nostre “morti”, ed è eterno, per sempre, ed è per noi, per ciascuno di noi! E come è bello e reale il fatto che ciacuno di noi è una parola viva di questo Vangelo! Una parola viva scritta dallo Spirito Santo! Una parola scritta e vivente, insieme a tante altre parole scritte e viventi, che formano “libri vivi” presenti attualmente nel mondo che testimoniano la verità della Pasqua!
Ma quale comprensione abbiamo di tutto ciò? Come ne siamo consapevoli? Perchè poi, a tal proposito, risuonano importanti le parole dette da Gesù, oggi, a Pietro, il quale, voltandosi, vede che li segue quel discepolo che Gesù ama, e sono: “Se voglio che egli rimanga finchè io venga, a te che importa? Tu seguimi!”. Sì, cari amici, qual’è lo sguardo che abbiamo tra noi, parole vive del Vangelo? Come ci sentiamo insieme “buona notizia”, parte di un medesimo libro, racconto di una medesima testimoniaza di vita? Siamo capaci di un reciproco sguardo libero e non giudicante? Siamo capaci di accogliere la parola che è l’altro nella sua diversità e particolarità anche quando non la riusciamo a comprendere
Perchè poi, può succedere che ad uno sguardo non puro, non libero sull’altro, possa seguire sconcerto, scandalo e giudizio e tutto questo di conseguenza rallenta il cammino! Rischiamo di non essere più dietro a Gesù per seguirlo! “A te che importa, tu seguimi” non è il disinteresse per l’altro ma l’accoglienza della bellezza del cammino di ciascuno chiamato a seguire Gesù diventando parola vera di Vangelo gravida di tutto l’amore che è Dio!
Preghiamo.
Dio onnipotente,
ai tuoi figli, che hanno celebrato con gioia le feste pasquali,
concedi, per tua grazia, di testimoniare
nella vita e nelle opere la loro forza salvifica.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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