di padre Pierluigi Canobbio
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 21 maggio 2024.
7a settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 9,30-37)
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà».
Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande.
Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».
Il desiderio profondo di tutti noi è di essere contenti, attraversando giorni sereni e tranquilli. E questo è un bene, perché siamo stati fatti a immagine e somiglianza di Dio Trinità per essere felici. La sfida è di non sostituire il nostro desiderio alla realtà che concretamente viviamo. Gesù in questo Vangelo ci insegna ad affrontare la realtà, anche se dura e difficile. Da questo vediamo quanto sia falsa l’accusa ai cristiani di vivere sulle nuvole e di non affrontare la realtà nella verità. Gesù annuncia ai suoi discepoli la sua passione e morte, che passerà attraverso un tradimento (l’essere consegnato nelle mani degli uomini…), per vincere poi con la sua risurrezione. Davanti a questa difficile previsione i discepoli hanno paura, fuggono il problema rifugiandosi nel non capire e nella paura di interrogarlo, di fare chiarezza. E in realtà sono “mondani”, immersi nei pensieri e nei meccanismi del mondo: hanno discusso tra loro chi fosse il più grande. Non avevano ancora capito la differenza fra la schiavitù dei meccanismi del mondo e la libertà del Regno dei Cieli realizzata pienamente da Gesù: affrontare addirittura la propria morte per amore dei suoi amici, la prospettiva della Risurrezione, il primato di onore che passa dal voler essere ultimo e servo di tutti… Che bella la scena in cui Santa Teresa, in visita al nuovo convento di Duruelo, trova il padre Antonio di Gesù che ramazza il piazzale e gli chiede ironica: ma dove è andato a finire il suo onore? E lui risponde: maledetto il tempo in cui ne tenevo conto!!! (F 14,6). Per un reverendo Padre della metà del 1500 prendere una scopa in mano era proprio una grande umiliazione!!! Una semplice e grande risposta, segno della gioia che viene dal dono di se.
Preghiamo
Il tuo aiuto, Padre onnipotente,
ci renda sempre attenti alla voce dello Spirito,
perché possiamo conoscere ciò che è conforme alla tua volontà
e attuarlo nelle parole e nelle opere.
Per Cristo, nostro Signore. Amen
Buona e santa giornata a tutti voi!
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