di padre Lionello Giraudo
– Comunità di Torino –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 24 maggio 2024.
7a settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,1-12)
In quel tempo, Gesù, partito da Cafàrnao, venne nella regione della Giudea e al di là del fiume Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli insegnava loro, come era solito fare.
Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».
Carissimi fratelli e sorelle, quello che Gesù ci dice, oggi, sull’unione coniugale è fin troppo chiaro, e non ha bisogno di ulteriori commenti… Quello però che Gesù cerca di farci capire, oggi, come in altre occasioni, non sempre ci è così chiaro, perché Gesù vuol farci capire che per Dio Padre siamo preziosi e che Lui ha fatto tutto per renderci felici! Se noi facciamo diversamente da come Dio Padre ci chiede di fare, non perseguiamo il nostro bene, non saremo “più felici”, ma “infelici per sempre”! A volte gli uomini pensano che, facendo il contrario di quel che dice Dio, si liberano da una catena di obblighi ossessivi, ma non è così. Dio è Padre, ci ama e vuole solo il nostro bene, la nostra felicità per sempre. Noi invece ci “liberiamo” dal rapporto con Dio per correre gioiosamente incontro al baratro, alla rovina, alla disperazione eterna… Quanti popoli hanno scelto il divorzio, l’aborto, l’eutanasia, la guerra e quant’altro, disprezzando i comandamenti di Dio e parlando di conquista di civiltà… ma quale civiltà: la civiltà della morte! …Se la tengano pure! Io preferisco la vita, la gioia, il paradiso! E tu, fratello o sorella?
Preghiamo
Dio della libertà e della pace,
che nel perdono dei peccati ci doni il segno della creazione nuova,
fa’ che tutta la nostra vita riconciliata nel tuo amore
diventi lode e annunzio della tua misericordia.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
A voi tutti, carissimi amici, l’augurio di una buona e santa giornata!
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