di padre Carlo Cencio
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 1 giugno 2024.
8a settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di san Giustino, martire.
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 11,27-33)
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre egli camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?».
Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi».
Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Diciamo dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo».
E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».
E’ chiaro che Gesù non intende continuare a fare discussioni inutili con quei Dottori e Scribi pieni di pregiudizi contro di Lui. Essi volevano sapere da chi avesse ricevuto l’autorità di entrare trionfalmente in Gerusalemme in groppa a un giumento fra un popolo festante e poi avesse persino scacciato i commercianti dal tempio insegnando cose contrarie a ciò che essi invece insegnavano legalmente.
Egli avrebbe potuto rispondere: “Io faccio queste cose con l’autorità del mio Padre celeste, che è superiore a tutte le vostre autorità”. Ma essi non avrebbero accettato e forse l’avrebbero lapidato. Allora preferì farli pensare in un sacro silenzio. Lo fece rivolgendo loro una domanda su Giovanni Battista e il suo battesimo, la cui risposta – per loro – era davvero difficile, perché li avrebbe tristemente compromessi, come bene sottolinea l’evangelista Marco. Per cui gli dissero semplicemente: “Non lo sappiamo”. Ma Gesù non rispose loro, a sua volta: “Neppure io lo so”, no, no, ma disse chiaramente: “Neppure io (sottinteso “che lo so benissimo”) vi dico con quale autorità faccio queste cose” e li lasciò a pensare e a decidere, pur sapendo che avrebbero progettato sempre più la sua morte.
Preghiamo.
O Dio, che attraverso la stoltezza della croce
hai donato al santo martire Giustino
la sublime conoscenza di Gesù Cristo,
concedi a noi, per sua intercessione,
di respingere gli inganni dell’errore
per conseguire fermezza nella fede.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Buona giornata a tutti voi!
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