di padre Domenico Rossi
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 15 giugno 2024.
10a settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di Santa Maria in sabato.
Dal Vangelo secondo Matteo (5,33-37)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”; “No, no”; il di più viene dal Maligno».
Gesù va oltre il comando di non giurare il falso nell’Antico Testamento e dice: “Ma io vi dico, non giurate affatto”. Perché? L’obiettivo ultimo di questo comandamento è raggiungere la trasparenza totale nel rapporto tra persone. È il modo nuovo di interpretare e situare nella pratica la legge di Mosè. Gesù ci aiuta a vivere una nuova esperienza di Dio, ci fa conoscere Dio come Padre.
Per questo i santi realizzano pienamente questa parola di Gesù. Non limitandosi a non mentire, ma diventando trasparenza luminosa della verità. Noi siamo suoi figli e figlie e il rapporto da veri fratelli e sorelle è un rapporto d’amore e di sincerità. Bisogna fidarsi della parola dell’altro, ma il limite della fiducia è condizionato dalle conseguenze del peccato originale, che ha messo nell’umanità l’invidia, la gelosia, la divisione e la menzogna e la cupidigia e soprattutto l’orgoglio.
Per questo motivo la legge ha inventato giuramento. Ancora oggi quante volte nella società e anche nella Chiesa dobbiamo giurare? È segno che non abbiamo fiducia completa tra noi. Ma Gesù, per dare forza alla propria parola e favorire la reciproca fiducia, ci dice chiaramente: “Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no”. La fedeltà della parola data, e la coerenza tra il nostro essere interiore e il nostro agire, ci rende testimoni Gesù, che è la verità, e costruttori di pace e di una società giusta.
Chi ci dà la capacità di essere trasparenti fra noi, fratelli e sorelle? Gesù ci dice ancora: “Tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Quando verrà il il paraclito che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della Verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me. E anche voi date testimonianza perché siete con me fino al principio. Quando verrà Lui, lo Spirito della Verità, vi guiderà a tutta la verità”. Gesù ci invita a riconoscere la vicinanza amorevole del Padre che, donandoci il suo Spirito, ci insegna la via per raggiungere la piena comunione con Lui. La comunione con Lui è fondamento e garanzia di trasparenza con i fratelli e sorelle.
Preghiamo.
O Dio, sorgente di ogni bene,
ispiraci propositi giusti e santi
e donaci il tuo aiuto,
perché possiamo attuarli nella nostra vita.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Buona giornata a tutti!
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