di padre Marco Chiesa
– Comunità di Roma – Casa generalizia –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 19 giugno 2024.
11a settimana del Tempo Ordinario.
Dal vangelo secondo Matteo (6,1-6.16-18)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».
Il Signore quest’oggi ci invita a soffermarci sulle nostre opere e, in particolare, sulla motivazione che ci spinge a farle. L’elemosina, la preghiera e il digiuno – con tutti i dettagli e le varianti che li accompagnano e li attualizzano – sono il fondamento del vivere cristiano, nel suo rinnovamento interiore e nella sua crescita, perché ci fanno protendere sempre verso Dio e verso il prossimo.
Tuttavia, queste opere, che piacciono al “Padre che è nei cieli”, possono essere fatte per noi stessi, per sentirci meglio o per dare l’immagine di essere “brave persone”… e questo va a velare o rovinare lo splendore di ciò che facciamo. Ecco perché Gesù ripete, come un ritornello, l’espressione “il Padre tuo che vede nel segreto”: sì, è lì, nel segreto del nostro cuore, che si costruisce veramente una relazione, come ci insegna santa Teresa di Gesù… dunque, è lì che vanno pensate, costruite e custodite le nostre opere.
Del resto, lo sappiamo: mentre, noi uomini siamo in grado di riempire una persona di complimenti e, di lì a poco, criticarla anche fortemente… il Padre non è così! Il suo sguardo amorevole è sempre lo stesso; egli vede “nel segreto della nostra stanza”, vede e apprezza la nostra carità, la nostra preghiera e i nostri sacrifici… Infatti, per quanto piccole possano essere le nostre opere, se fatte liberamente e solamente per il Signore, saranno preziose ai suoi occhi e saranno custodite presso di lui in cielo… là dove le troveremo, con stupore, al termine della nostra vita.
Preghiamo.
O Dio, fortezza di chi spera in te,
ascolta benigno le nostre invocazioni,
e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo senza il tuo aiuto,
soccorrici sempre con la tua grazia,
perché fedeli ai tuoi comandamenti
possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti voi!
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