di padre Pierluigi Canobbio
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 21 giugno 2024.
11a settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di san Luigi Gonzaga, religioso.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 6,19-23)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassìnano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassìnano e non rubano. Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.
La lampada del corpo è l’occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!».
La nostra vita in questo mondo, quando cerchiamo la giustizia e la verità, è sempre un equilibrio fra diversi valori, molte volte opposti: una certa parsimonia nell’evitare il superfluo e la retta lungimiranza per far fronte agli imprevisti è certamente positivo. Viceversa, vivere solo alla giornata, spendendo tutto quello che si guadagna, nella speranza che vada tutto bene e senza il minimo risparmio, rischia di essere uno stile di vita temerario.
Il Signore Gesù insegna ai suoi discepoli il sano equilibrio che evita di cercare la sicurezza della propria vita basandola sul possesso delle cose materiali. In particolare, il brano di oggi inizia con il comando di “non accumulare tesori sulla terra”, pensando di fondare su di essi la propria salvezza, la certezza del benessere e della felicità. Sappiamo benissimo che le cose di questa terra ci servono, sono utili, ma la nostra felicità dipende dai valori spirituali ed eterni. Una massima di Santa Teresa di Gesù ce lo ricorda bene: “Tutto passa, Dio solo resta, Dio solo basta…”.
È in cielo che possiamo accumulare tutto il bene che facciamo, esprimendo il nostro amore per Dio e per il prossimo, sapendo che neanche un sospiro per il bene andrà perso. Gesù ci chiede di capire a quali ricchezze tendiamo, dov’è il nostro tesoro, perché in quella direzione sarà la nostra attenzione, cioè quello che ci sta veramente a cuore.
Questa indicazione non è semplicemente un pio pensiero, ma si traduce poi in scelte molto pratiche: noi chiamiamo “tesoro” i nostri cari, ma quanto tempo e attenzione dedichiamo a loro, rispetto al lavoro, alla carriera, al divertimento, agli hobbies o allo sport personale? Le persone care sono il vero tesoro che sta a cuore alla Santissima Trinità, perché le scelte per loro esprimono concretamente il nostro amore.
Preghiamo.
Padre onnipotente,
che in san Luigi Gonzaga hai unito in modo mirabile
l’innocenza della vita e la penitenza,
per i suoi meriti e la sua intercessione
fa’ che, se non l’abbiamo imitato nell’innocenza,
lo seguiamo sulla via della penitenza evangelica.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Buona e santa giornata a tutti voi!
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