di padre Jeannot Souama
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 23 giugno 2024.
12a settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 4, 35-41)
In quel giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?».
Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».
La data del 9 giugno 2024 – da poco trascorsa – rimarrà sempre negli annali della storia della Provincia carmelitana di Genova: il nostro confratello, padre Aurelio Gazzera, originario di Cuneo, è stato ordinato vescovo di Bangassou in Repubblica Centrafricana. Egli ha messo il suo episcopato sotto l’insegna della “professione d’amore” dell’apostolo Pietro : “Tu sai tutto, Signore, tu sai bene che ti amo”. Ed ha aggiunto nella sua testimonianza: “Tu sai che ti amo, Centrafrica, Chiesa di Bangassou”. E’ bello sentire questo atto d’amore di Pietro. Ma nel contesto del vangelo, come notano molti teologi, c’è una corrispondenza con il suo rinnegamento durante la Passione. Si può vedere un passaggio dalla paura, dal tradimento, dalla debolezza della fede, alla convinzione e alla conferma del suo amore a Cristo.
Questa esperienza spirituale si rivela ancora nel vangelo di oggi attraverso la realtà del passaggio, un passaggio all’altra sponda che comporta tanti pericoli: la tempesta, i discepoli sconvolti, Gesù che dorme tranquillo. In realtà si tratta del passaggio dall’impotenza dello sforzo umano alla manifestazione della potenza di Dio. In questo vangelo, infatti, ci viene dato un importante insegnamento: la fiducia in Gesù come espressione della nostra debolezza e del nostro abbandono alla manifestazione della potenza di Dio in noi.
La nostra vita umana non è lineare, essa è naturalmente incline ad una certa crescita. “Passare all’altra riva”, come dice Gesù ai suoi Apostoli, significa infatti accettare di cambiare e lasciare crescere la dimensione del nostro cuore. Ma l’episodio di questo vangelo ci fa anche capire che la tempesta fa parte della nostra vita quotidiana. La crisi, la sofferenza, la solitudine, la malattia… sono tante tempeste che a volte sembrano gettarsi sulla nostra barca. Tuttavia, solo la fiducia in Gesù può porre rimedio alle nostre innumerevoli crisi, come egli ha calmato le onde alte e forti del mare. Avere Gesù con noi, portarlo sulla nostra barca, questa è anche per noi la migliore garanzia contro le tempeste della vita, sperimentando continuamente la sua presenza e la sua potenza nella nostra debolezza.
Preghiamo.
Donaci, o Signore, di vivere sempre
nel timore e nell’amore per il tuo santo nome,
poiché tu non privi mai della tua guida
coloro che hai stabilito sulla roccia del tuo amore.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona giornata a tutti!
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