di padre Piergiorgio Ladone
– Comunità di Arenzano (GE) –
***
Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 27 giugno 2024.
12a settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 7,21-29)
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».
Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.
Dalle parole di Gesù che oggi abbiamo ascoltato risulta per me chiaro soprattutto un dato che spesso nella realtà del nostro cammino cristiano quotidiano viene sottovalutato o disatteso, e cioè l’importanza di mettere al primo posto o al centro di questo cammino la volontà e l’impegno, che si fa sempre più desiderio, di conoscere Lui, Gesù. Perché non accada che anche a noi in quel giorno, ossia nel giorno dell’incontro definitivo con Lui, non ci dica: “Chi siete? Non vi conosco …”. Ma come? Siamo andati a Messa tutte le domeniche, o abbiamo celebrato Messa tutti i giorni, abbiamo detto le preghiere mattina e sera, fatto delle opere buone … No, non basta. Non è automatico. O meglio, non è questa la via. Non si conosce Gesù in questo modo. Conoscere Gesù significa entrare in una esperienza di comunione d’amore con Lui che non finisce mai, ma che proprio per questo alimenta in noi la speranza di poterlo incontrare definitivamente domani, e questo sarà il Paradiso … In altri termini, il Paradiso è Lui. Pertanto la nostra conoscenza intellettuale, storica o teologica che sia, così come la nostra pratica di leggi, norme e precetti non sono sufficienti … servono, ma solo come preambolo o conseguenza della vera conoscenza. Come entrare in questa conoscenza? Ce lo dice Gesù: ascoltando e praticando la sua Parola, ossia costruire il proprio edificio spirituale non sulla sabbia delle false sicurezze delle nostre parole umane che possono arrivare solo sino ad un certo punto, ma sulla roccia della Parola di Dio che è eterna e che si è incarnata in Cristo e in cui scopriamo davvero la Verità che ci fa liberi. Praticare la sua Parola significa allora condividere il suo progetto d’amore, il che è come dire “camminare nel suo amore”, strumenti nelle sue mani, per rivelare al mondo la sua volontà di salvezza per ogni uomo. In conclusione, Gesù non intende affatto preservarci dalle intemperie di ogni tipo che si abbattono sulla nostra vita, perché, anzi, saranno proprio quelle a garantirci la salvezza. Infatti, se non crolliamo significa che abbiamo imboccato la strada giusta: siamo entrati nell’esperienza del mistero della conoscenza del suo Amore che è eterno, in altri termini, che siamo avviati verso la strada del cielo.
Preghiamo
Dona al tuo popolo, o Padre,
di vivere sempre nella venerazione e nell’amore per il tuo santo nome,
poiché tu non privi mai della tua guida
coloro che hai stabilito sulla roccia del tuo amore.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
***
***
Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:
***
Visita i nostri siti:
***



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.