di padre Andrea Frizzarin
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 5 luglio 2024.
13a settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 9,9-13)
In quel tempo, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Il modo di fare di Gesù a volte disorienta anche noi e non solo i farisei. Forse perché ci sentiamo a posto e della cerchia degli amici più stretti di Gesù fatichiamo anche noi ad aprire il cuore: ma Gesù dove vai a cercarti i tuoi amici? Devi andare proprio in questi ambienti? La tentazione di giudicare il fratello che ci è vicino perché magari non è proprio un santo può arrivarci, sta però a noi non lasciarci imprigionare da un facile giudizio e aprire invece il cuore e la mente al modo di agire di Gesù. Lui non vuole solo i perfetti, quelli che sono a posto: è venuto per ogni uomo anche quello più lontano e forse ritenuto più indegno di Dio. Tanto è vero questo che Matteo (forse proprio l’autore di questo Vangelo) è stupito da questa scelta di Gesù: sei sicuro? Sono proprio io quello che cerchi? Nessuno sbaglio. La misericordia del Signore ci sorprende e ci sceglie proprio nella nostra miseria e indegnità. È l’esperienza di ogni autentica chiamata. È lo sguardo misericordioso di Gesù che permette il miracolo e che cambia in profondità ogni cuore. Le regole da sole senza il cuore non fanno tutto questo. Gesù non giustifica con questo il male, ma vuole fare terapia col cuore malato e guarirlo. E questo agire di Dio continua a disorientarci e metterci in crisi eppure chi di noi può sentirsi giusto? Ben venga che Gesù si faccia vicino alle nostre miserie e malattie per guarirci e farci suoi. In questi giorni ad Arenzano, da dove inviamo questo caffè, alcuni ragazzi sono in ascolto della voce di Gesù che chiama. Stanno partecipando ad uno dei 3 campus vocazionali del nostro seminario che si svolgono nel mese di luglio. Anche a voi ascoltatori del caffè chiediamo una preghiera perché molti come Matteo possano seguire con gioia Gesù che anche oggi chiama ragazzi e giovani a farsi suoi discepoli.
Preghiamo
O Dio, che ci hai reso figli della luce
con il tuo Spirito di adozione,
fa’ che non ricadiamo nelle tenebre dell’errore,
ma restiamo sempre luminosi
nello splendore della verità.
Per Cristo Nostro Signore. Amen.
Buona giornata a tutti voi.
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