di fra Francesco Palmieri
– Comunità di Bouar – Yolé (Rep. Centraficana) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 8 luglio 2024.
14ª settimana del Tempo Ordinario.
Novena alla Madonna del Carmelo.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 9,18-26)
In quel tempo, [mentre Gesù parlava,] giunse uno dei capi, gli si prostrò dinanzi e disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà». Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli.
Ed ecco, una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, gli si avvicinò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata». Gesù si voltò, la vide e disse: «Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata». E da quell’istante la donna fu salvata.
Arrivato poi nella casa del capo e veduti i flautisti e la folla in agitazione, Gesù disse: «Andate via! La fanciulla infatti non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma dopo che la folla fu cacciata via, egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò. E questa notizia si diffuse in tutta quella regione.
Il brano del Vangelo di oggi è ricco di personaggi che interagiscono con Gesù: c’è il capo del popolo (che l’evangelista Marco chiama Giàiro) che lo supplica di accorrere a casa sua per guarire sua figlia; c’è la folla che si accalca lungo la via; c’è la donna che di nascosto tocca il suo mantello; e ci sono gli apostoli che seguono il loro Maestro, e che fanno fatica a comprendere ciò che Egli dice e ciò che Egli compie.
In questo vorticoso marasma, a cui Gesù doveva essere abituato, compare per qualche secondo anche un gruppo di persone che gli Evangelisti hanno voluto comunque conservare all’interno del racconto di questo episodio della vita pubblica di del Signore. Si tratta dei suonatori addetti alla celebrazione del lutto per la morte della fanciulla. Al suo arrivo Gesù domanda di porre fine alla loro triste cantilena: non c’è bisogno di piangere perché la bambina dorme. Anche di Lazzaro morto Gesù dirà che dormiva, perché con il suo avvento, con la sua venuta, Egli pone fine alla eternità della morte, e apre all’uomo le porte della resurrezione. A questo punto la morte non è che un breve passaggio, un lieve sonno, di fronte al quale non occorre più avere paura.
La reazione dei cantori, di fronte a tale annuncio di Gesù, è quella di deriderlo. Così facendo essi mancano di carità nei confronti del Figlio dell’uomo, perché si dimostrano indisposti ad ascoltarlo; mancano di fede nei confronti della sua Parola di vita e nel suo intervento divino; e infine mancano di speranza rispetto a una possibile guarigione della ragazza.
Per loro, che pensano soltanto secondo una logica materiale, la morte la fa da padrona e solo essa ha l’ultima parola rispetto alla vita di ogni uomo. È per questo che vengono lasciati fuori: non sono ancora pronti per assistere al miracolo della vita nuova in Cristo.
Preghiamo.
(preghiera di san Paolo VI)
O Cristo, nostro unico mediatore, Tu ci sei necessario:
per vivere in Comunione con Dio Padre;
per diventare con te, che sei Figlio unico e Signore nostro, suoi figli adottivi;
per essere rigenerati nello Spirito Santo.
Tu ci sei necessario, o Redentore nostro,
per scoprire la nostra miseria e per guarirla;
per avere il concetto del bene e del male e la speranza della santità;
per deplorare i nostri peccati e per averne il perdono.
Tu ci sei necessario, o grande paziente dei nostri dolori,
per conoscere il senso della sofferenza
e per dare ad essa un valore di espiazione e di redenzione.
Tu ci sei necessario, o vincitore della morte,
per liberarci dalla disperazione e dalla negazione,
e per avere certezze che non tradiscono in eterno.
Tu ci sei necessario, o Cristo, o Signore, o Dio-con-noi,
per imparare l’amore vero e camminare nella gioia e nella forza della tua carità,
lungo il cammino della nostra vita faticosa,
fino all’incontro finale con Te amato, con Te atteso,
con Te benedetto nei secoli. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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