di padre Matteo Pesce
– Comunità di Torino –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 11 luglio 2024.
Festa di san Benedetto, abate, compatrono d’Europa.
Novena alla Madonna del Carmelo.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 19,27-29)
In quel tempo, Pietro disse a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».
Gesù aveva appena finito di parlare con il giovane ricco, quello che cercava un di più nella vita, ma che poi non se l’è sentita di abbandonare tutto per stare sempre con il Maestro. Sembra che la conversazione abbia smosso qualcosa nel cuore di Pietro, come se pensasse che quel giovane non aveva mica tutti i torti; o forse gli aveva offerto l’occasione giusta per porre a Gesù la domanda che covava da tempo: «Che cosa ci guadagniamo a seguirti?».
Ovvio che i discepoli non vogliano buttarsi via; tutti cerchiamo un bene per noi quando facciamo una scelta. Tanto più che loro sono all’inizio del cammino e il Maestro deve ancora mostrare loro l’esempio dell’amore più grande. E comunque, Gesù non delude mai i suoi amici. Ma la risposta è comprensibile solo se ci sentiamo pienamente membra vive della Chiesa, che nasce dalla Pasqua. È quando Cristo risorge e ascende al cielo che siede sul suo trono nella gloria, è questa la rigenerazione del mondo, il principio della vita nuova.
La comunità cristiana è il nuovo Israele e agli Apostoli tocca un ruolo chiave: essere giudici; sono loro che conoscono la legge e la fanno rispettare. Ma questa è ormai la Nuova Legge, che è il Cristo stesso in tutti i Misteri della sua vita e in tutte le sue parole. Sono giudici perché custodi di tutto questo. E poi anche il “cento volte tanto” non può che realizzarsi essendo parte della comunità universale dei fedeli, che è un vera grande famiglia.
San Benedetto è stato maestro di un genere di vita che cerca di realizzare nel quotidiano tutto questo, creando piccole chiese nelle quali provare a mettere davvero Gesù al centro. Gli chiediamo allora di aiutarci, con la sua intercessione, a far percepire il vero Bene a tanti Europei ormai ignari di Cristo. Non sanno cosa si perdono. Diciamoglielo noi a parole e con i fatti.
Preghiamo.
O Dio, che hai costituito il santo abate Benedetto
maestro insigne di coloro che dedicano la vita
alla scuola del servizio divino,
concedi a noi di nulla anteporre al tuo amore,
per correre con cuore libero e ardente
nella via dei tuoi precetti.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti voi!
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