di padre Maurice Maikane
– Comunità di Varazze (SV) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 20 luglio 2024.
15a settimana del Tempo Ordinario.
Per i carmelitani: festa di Sant’Elia profeta.
Oggi al Santuario di Arenzano si celebra l’Ordinazione sacerdotale di fra Francesco Palmieri, per l’imposizione delle mani del novello vescovo padre Aurelio Gazzera, carmelitano missionario in Repubblica Centrafricana.
Dal Vangelo secondo Luca (9, 28-36)
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Sali sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.
Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quello che diceva. Mentre parlava cosi, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!». Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.
Cari fratelli e sorelle miei, nella Bibbia e nella Tradizione africana, la montagna rappresenta la vicinanza con Dio. È luogo neutro cioè sacro, luogo del silenzio, luogo della preghiera, luogo del sacrificio ma soprattutto luogo dell’incontro di Dio con l’uomo. Era lì sulla montagna che Mosè ed Elia ebbero colloqui intimi con il Signore (cfr. Es 24 e 1 Re 19). Entrambi i personaggi appaiono ora gloriosi e parlano con Gesù del loro esodo(partenza) verso Gerusalemme. Questo brano rivela la Teofania cioè, «l’intera manifestazione della Trinitaria: Il Padre nella voce, il Figlio nell’uomo – Gesù e lo Spirito Santo nella nube luminosa».
Tuttavia, l’insegnamento più importante di questo vangelo è condensato nell’invito della voce su Gesù: “Ascoltatelo”. Il Profeta Elia in rispetto a questa parola è stato l’uomo pieno di zelo e di gelosia per Dio. Perciò, è considerato nella Santa Scrittura come l’uomo che cammina sempre alla presenza di Dio e combatte, infiammato di zelo, per il culto dell’unico vero Dio. Su monte Carmelo dopo aver rivendicato i diritti nella sfida con i falsi profeti e dopo aver goduto sul Monte Sinai dell’intima esperienza del Dio vivente, il suo viso è diventato tutto raggiante poiché aveva ascoltato la voce di Dio.
Dobbiamo seguire il suo esempio riservando un tempo nella nostra agenda quotidiana per dialogare esclusivamente con Dio. In quei momenti di contatto personale e intimo potremo dirgli: “Signore nostro, siamo qui disposti ad ascoltare ciò che vuoi dirci. Fa che la tua parola cadendo nella nostra anima, infiammi la nostra volontà a fare lo spazio con te, in te e per te” come Sant’Elia e con la stessa foga che esprime il salmista: “Io cerco il tuo volto, O Signore. Non nascondermi il tuo volto” (Sal 27,8-9). Gesù, che è “Luce da Luce” come confessiamo nel credo, trasfigurerà anche noi con la sua grazia, affinché la nostra giornata, il nostro lavoro e i nostri rapporti con gli altri siano illuminati dalla presenza di Dio nella nostra anima.
Preghiamo.
O Dio onnipotente ed eterno,
che hai concesso al profeta Elia
di vivere alla tua presenza
e di consumarsi per lo zelo della tua gloria,
dona ai tuoi servi di cercare sempre il tuo volto,
per essere nel mondo testimoni del tuo amore.
Per Cristo nostro Signore. Amen!
Tanti Auguri alle nostre monache di Sant’Elia di Sanremo
e ai nostri confratelli del Convento di Sant’Elia – Bouar in Centrafrica.
Una buona e santa giornata a tutti voi!
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