di padre Pierluigi Canobbio
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 21 luglio 2024.
16a settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 6, 30-34)
In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.
Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.
In questa domenica, il Vangelo ci fa conoscere uno degli aspetti più umani del Signore Gesù: il suo profondo ascolto delle persone e la sua compassione, cioè la partecipazione anche affettiva ai bisogni umani. E questo avviene a 360 gradi: sia verso i suoi collaboratori, gli apostoli, sia riguardo alla folla, che allora come ai nostri giorni è smarrita e cerca un punto di riferimento stabile.
Gli apostoli sanno di essere compresi e non trattati con sufficienza: “hai l’onore di essere con me, che sono il Messia, e ancora vai in cerca di rassicurazioni o gratificazioni?”. No, con semplicità sanno di essere accolti nel riferire “quello che avevano fatto e insegnato”, perciò azioni concrete e spiegazioni, che insieme sono i costitutivi dei Sacramenti: parole e gesti intimamente connessi. Riferiscono a Gesù come lo hanno fatto conoscere nella semplicità e concretezza degli incontri umani che hanno avuto. Gesù stesso è il Maestro che ha loro insegnato: “imparate da me, che sono mite e umile di cuore”. Con questa dolcezza, il Signore li vuole portare in disparte, al riparo, per farli riposare. Egli perciò si dimostra sensibile alle fatiche di chi si impegna per lui.
Ma la sua presenza e la sua parola sono talmente benefiche che scatta l’inseguimento, un po’ come succede anche oggi alle persone famose o di spettacolo, sempre inseguite da fans e paparazzi… Che meraviglia se anche noi credenti di oggi mettessimo lo stesso entusiasmo nel cercare e nel conoscere Gesù! Veramente Egli accoglie ancora oggi ogni nostro profondo desiderio di bene e di gioia. “Ebbe compassione di loro” si riferisce alle folle, affamate della sua parola e della salvezza che scaturisce da ogni suo gesto. Gesù anche oggi rinuncia al riposo per incontrare ciascuno di noi nel profondo bisogno di verità e di salvezza eterna che agita e ansia i nostri giorni.
Preghiamo.
Padre misericordioso, che nella parola e nel pane di vita
offri alla tua Chiesa la confortante presenza del Signore risorto,
donaci di riconoscere in lui il vero re e pastore,
che rivela agli uomini la tua compassione.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
Buona e santa domenica a tutti voi!
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