Caffè di domenica 28 luglio 2024

di padre Lorenzo Galbiati
– Comunità di Loano (SV) –

***

Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 28 luglio 2024.

17a settimana del Tempo Ordinario.
Beato Giovanni Soreth, carmelitano.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6, 1-15)
 
In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.
E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

Nella pagina di Vangelo, come sempre ricca di spunti e di elementi interessanti, colpiscono due atteggiamenti di Gesu: l’attenzione al poco e il gesto di benedire. Gli Apostoli sono formati dal Maestro all’importanza del riposo, al primato del servizio, a lasciare tutto per Lui, senso di ogni esistenza donata. 

Ora Gesù li istruisce sottolineando il valore del poco: cinque pani e due pesci cosa sono per tanta gente? Eppure quel poco, nelle mani giuste, quelle di Dio, diventa molto. Imparare a vivere di poco – sembra dirci Gesù – è il mezzo più efficace per imparare a vivere di Dio e permettere a Lui di agire. Imparare a vivere di poco ci ricorda che la vita non ha senso se accumuli, ma piuttosto se rimani fedele a ciò che è essenziale. Viene in mente l’episodio della manna: il popolo trattiene per sé la parte necessaria per un giorno; se si cercava di trattenerne un po’ di più, marciva. 

E poi c’è il gesto della benedizione. Gesù benedice: al centro del miracolo del pane ci sono i gesti dell’Eucaristia. La benedizione ha sempre questi due movimenti: uno ascendente e uno discendente. Consegniamo al Signore le cose, proprio perché prima la benedizione è scesa su di noi, e possiamo offrirgli ciò che abbiamo, proprio perché Lui prima ce l’ha donato. Allora è possibile pensare alla vita in termini di dono e di offerta. 

Imparare a vivere di poco e ricevere la benedizione che ci rende dono per gli altri è ciò che chiediamo in questa domenica. 

Preghiamo.
O Dio, nostra forza e nostra speranza,
senza di te nulla esiste di valido e di santo;
effondi su di noi la tua misericordia
perché, da te sorretti e guidati,
usiamo saggiamente dei beni terreni
nella continua ricerca dei beni eterni.

Per Cristo nostro Signore. Amen

Buona domenica a tutti voi!

***

Incontri, ritiri, iniziative 2023-2024

***

Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:

***

Visita i nostri siti:

***