Caffè di sabato 3 agosto 2024

di padre Marcello Bartolomei
– Comunità di Baoro (Rep. Centrafricana) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 3 agosto 2024.

17a settimana del Tempo Ordinario.

Testi liturgici per la Memoria di Santa Maria in Sabato:

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 14, 1-12)

In quel tempo al tetrarca Erode giunse notizia della fama di Gesù. Egli disse ai suoi cortigiani: «Costui è Giovanni il Battista. È risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi!».
Erode infatti aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo. Giovanni infatti gli diceva: «Non ti è lecito tenerla con te!». Erode, benché volesse farlo morire, ebbe paura della folla perché lo considerava un profeta.
Quando fu il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode che egli le promise con giuramento di darle quello che avesse chiesto. Ella, istigata da sua madre, disse: «Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista».
Il re si rattristò, ma a motivo del giuramento e dei commensali ordinò che le venisse data e mandò a decapitare Giovanni nella prigione. La sua testa venne portata su un vassoio, fu data alla fanciulla e lei la portò a sua madre.
I suoi discepoli si presentarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informare Gesù.

Il Vangelo secondo Matteo che abbiamo letto anticipa la memoria del martirio di S. Giovanni Battista, che festeggeremo il 29 agosto prossimo. Diversi personaggi ruotano attorno alla figura centrale del Battista: innanzitutto il re Erode Antipa, re di Galilea; poi Erodiade, la moglie di Filippo, che il fratello Erode gli aveva sottratto; e infine la figlia di Erodiade, Salomé.

Il martirio di Giovanni Battista conclude una vita con la quale il Precursore di Gesù è venuto a compiere la sua missione di invito alla conversione, al pentimento. È un invito rivolto a tutti: ai piccoli e ai grandi. In questo caso, l’indice del Battista era rivolto senza timore al re stesso della Galilea, al quale rimproverava il suo concubinaggio e il suo adulterio. Giovanni Battista aveva perciò subìto le conseguenze del suo coraggio nel parlare della verità e della giustizia, secondo la volontà di Dio. Per questo motivo il re Erode lo voleva far tacere, prima di tutto mettendolo in prigione, e forse anche uccidendolo. Ma per fare questo era indeciso, sia per il rispetto che aveva per lui, sia per timore della folla, che considerava Giovanni Battista un profeta.

Finalmente l’occasione si presenta, con la quale, seppur controvoglia, mette a morte il Precursore di Gesù. Mentre per Erode ed Erodiade si tratta di una meschina vendetta, per Giovanni Battista la morte rappresenta il trionfo di colui che ha mantenuto accesa la fiamma della fede sino alla fine. Si verifica per lui la beatitudine del Vangelo: “Beati i perseguitati per amore della giustizia, perché di essi è il Regno dei cieli”. Come è stato precursore di Gesù nella nascita, Giovanni è precursore di Gesù anche nel martirio. Gesù dice di sé stesso che è venuto a rendere testimonianza alla verità, e lo stesso si può dire del Battista.

Anche noi vogliamo seguire l’esempio di Giovanni Battista per difendere la verità, soprattutto la sacralità del matrimonio, che ha come base la legge di Dio, e che nessuna legge umana potrà mai cambiare.

Preghiamo.
Signore, ti ringraziamo per averci proposto l’esempio di S. Giovanni Battista,
che è stato fedele alla sua vocazione di profeta fino alla morte.
Aiutaci a superare ogni giorno la tentazione

di tirarci indietro di fronte alle difficoltà,
per essere cristiani coerenti,

per darti qualcosa in cambio del tuo amore per noi. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

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Incontri, ritiri, iniziative 2023-2024

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