Caffè di lunedì 5 agosto 2024

di padre Andrea Frizzarin
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 5 agosto 2024.

18ª settimana del Tempo Ordinario.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 14,13-21)

In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.
Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».
E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

Ascoltiamo ancora una volta il racconto della moltiplicazione dei pani: è la seconda raccontata da Matteo, subito dopo l’episodio della morte di Giovanni il Battista avvenuta durante un banchetto.

Gesù di fronte al male si ritira e nel deserto, dove non c’è nulla, sfama più di 5000 persone. Un nuovo banchetto lontano dai palazzi del potere (nel deserto appunto), che questa volta porta vita e non morte (quella di Giovanni), dove Dio dimostra tutto il suo amore per l’uomo: la sua compassione guarisce i malati e sfama i cuori della gente.

Da questo racconto super conosciuto possiamo però conservare 2 idee che possono accompagnare la nostra giornata: la prima riguarda i discepoli. Sembrano volersi liberare della folla come se questa fosse un peso. Sono loro che fanno presente a Gesù i problemi pratici: hai sentito compassione per loro, hai guarito molti malati, sarai stanco, ormai è sera e siamo nel deserto… è bene che vadano a comprarsi da mangiare. Ma alla sera ti viene chiesto di solidarizzare col povero, perché evidentemente è di sera che il povero appare come un povero. Bisogna liberare la folla perché questa folla deve poter affrontare i propri problemi cosi come fanno tutti, cioè con le proprie forze. Ma, Gesù dice che non hanno bisogno di andare: Voi stessi darete loro da mangiare. Ciò che sazia non è un oggetto, frutto di acquisto, comprato, ma ciò che sazia piuttosto ha a che fare col dono, qualcosa che è donato. Provate anche voi a donare qualcosa! Non occorre che se ne vadano. È bene che restino, c’è bisogno che restino; c’è bisogno che il povero resti. È importante e che il tuo cuore rimanga insieme al suo e che anche il tuo cuore senta compassione e si apra alla condivisione.

La seconda idea è più matematica: indichiamo questo racconto come quello della moltiplicazione dei pani e dei pesci. In realtà si tratta di una divisione. Spezzò i pani, cioè li divise. Abbiamo molto ingegno nel moltiplicare i beni mentre siamo meno portati a condividerli. Eppure il Vangelo ragiona in maniera opposta. Non moltiplicare: dividi! Il moltiplicare i beni non sazia, anzi rende le persone maggiormente affamate, maggiormente bisognose. Nella condivisione la gente è saziata e c’è qualcosa che avanza. Stranamente attraverso la divisione c’è la moltiplicazione!

Preghiamo.
Mostra la tua continua benevolenza, o Padre,
e assisti il tuo popolo,
che ti riconosce creatore e guida;
rinnova l’opera della tua creazione
e custodisci ciò che hai rinnovato.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Buona giornata a tutti voi.

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Incontri, ritiri, iniziative 2023-2024

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