di padre Marco Pesce
– Comunità di Bouar – S. Elia (Rep. Centrafricana) –
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Buongiorno, amici, con il caffè carmelitano di oggi, 6 agosto 2024.
Festa della Trasfigurazione di Gesù.
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 9,2-10)
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli.
Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elìa con Mosè e conversavano con Gesù.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati.
Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.
Per meditare sulla festa odierna andiamo a prendere qualcosa dal Magistero della Chiesa. Il 25 marzo 1996 San Giovanni Paolo II promulgò l’esortazione apostolica postsinodale Vita consecrata, “La vita consacrata”. Proprio questo episodio del Vangelo, scriveva il Santo Padre, ci aiuta a spiegare e capire questa vocazione particolare, e di riflesso anche le altre. Ascoltiamo allora alcuni passaggi tratti dall’esortazione.
«Nel Vangelo sono molti i gesti e le parole di Gesù che chiariscono il senso di questa vocazione speciale. Tuttavia, per coglierne i tratti essenziali in una visione d’insieme, è particolarmente utile fissare lo sguardo sul volto raggiante di Gesù nel mistero della Trasfigurazione. È a questa “icona” che si riferisce tutta una tradizione spirituale antica, che lega la vita contemplativa alla preghiera di Gesù “sul monte”. Inoltre, le dimensioni “attive” della vita consacrata possono esse stesse condurvi in una certa misura, poiché la Trasfigurazione non è soltanto una rivelazione della gloria di Cristo, ma una preparazione ad accettare la sua Croce. Suppone una “salita del monte” e una “discesa dal monte”: i discepoli hanno gioito dell’intimità con il Maestro, per un momento sono avvolti dallo splendore della vita trinitaria e dalla comunione dei santi, sono come trasportati nell’eternità. Poi sono rapidamente riportati alla realtà quotidiana; non vedono più che “Gesù solo” nell’umiltà della natura umana e sono invitati a ritornare a valle, per condividere i loro sforzi nella realizzazione del disegno di Dio e per prendere con coraggio il cammino della Croce» (n. 14).
«Nell’unità della vita cristiana le diverse vocazioni sono come i raggi dell’unica luce di Cristo “che risplende sul volto della Chiesa”. I laici, in forza del carattere secolare della loro vocazione, riflettono il mistero del Verbo incarnato soprattutto in quanto è l’Alfa e l’Omega del mondo, fondamento e misura di tutte le cose. I sacri ministri, per loro parte, sono immagini viventi di Cristo capo e pastore, che guida il suo popolo nel tempo del “già e non ancora”, aspettando la sua venuta nella gloria. La vita consacrata ha il dovere di mostrare il Figlio di Dio fatto uomo come il fine escatologico verso il quale tutto tende, lo splendore di fronte al quale ogni altra luce impallidisce, la bellezza infinita che sola può colmare il cuore dell’uomo. Attraverso la professione dei consigli [evangelici], la persona consacrata non si contenta di fare di Cristo il senso della sua vita, ma cerca di riprodurre in se stessa ‘la forma di vita che il Figlio di Dio ha preso entrando nel mondo» (n. 16).
Preghiamo.
O Dio, che nella gloriosa Trasfigurazione
del tuo Figlio unigenito
hai confermato i misteri della fede
con la testimonianza di Mosè ed Elia, nostri padri,
e hai mirabilmente preannunciato
la nostra definitiva adozione a tuoi figli,
fa’ che, ascoltando la parola del tuo amato Figlio,
diventiamo coeredi della sua gloria.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti voi!
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