Caffè di lunedì 12 agosto 2024

di padre Michele Goegan
– Comunità di Genova –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 12 agosto 2024.

19a settimana del Tempo Ordinario.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 17,22-27)
 
In quel tempo, mentre si trovavano insieme in Galilea, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno, ma il terzo giorno risorgerà». Ed essi furono molto rattristati.
Quando furono giunti a Cafàrnao, quelli che riscuotevano la tassa per il tempio si avvicinarono a Pietro e gli dissero: «Il vostro maestro non paga la tassa?». Rispose: «Sì».
Mentre entrava in casa, Gesù lo prevenne dicendo: «Che cosa ti pare, Simone? I re della terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli estranei?». Rispose: «Dagli estranei».
E Gesù replicò: «Quindi i figli sono liberi. Ma, per evitare di scandalizzarli, va’ al mare, getta l’amo e prendi il primo pesce che viene su, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d’argento. Prendila e consegnala loro per me e per te».

Questo episodio della vita di Gesù trova qualcosa di simile con il brano al Capitolo 22, sempre di
Matteo, quando a Gesù viene chiesto se sia lecito pagare il tributo a Cesare e Lui, come qui, ha la
risposta giusta per rendere gloria al Padre che si merita qualcosa di più che delle tasse ma ci
insegna la libertà dei figli che possano ricambiare un amore grande. Là era la moneta per Cesare,
qui “l’offerta dovuta” da lasciare al tempio.
Da una domanda a trabocchetto per incastrare Gesù nasce un grande insegnamento sul nostro
rapporto con Dio. L’immagine della moneta come la libertà di essere figli parlano al nostro
profondo: vogliono far emergere il meglio di noi, quel sentimento filiale che sentiamo verso Dio e
che Gesù fa emergere e conferma anche attraverso le nostre misere dispute così terra terra. A
illuminare il brano è l’inizio che sembra veramente stridere tra ciò che enuncia così drammatico e
il seguito così banale e terreno, ma se ci pensiamo bene Gesù stesso ha pagato per noi tutti il
Padre affinché fossimo suoi figli carissimi redenti. Ma questo tributo non è estorto con la forza dai
soldati romani, bensì è Gesù stesso che si consegna sapendo che porterà salvezza per Lui, per te,
per me.

No tasse, sì riconoscenza! No estranei ma figli! No, dovere ma piacere nel ricambiare l’amore di
Dio.

Preghiamo

Dio onnipotente ed eterno,
guidati dallo Spirito Santo,
osiamo invocarti con il nome di Padre:
fa crescere nei nostri cuori lo spirito di figli adottivi,
perché possiamo entrare nell’eredità che ci hai promesso.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

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