Caffè di martedì 27 agosto 2024

di padre Piergiorgio Ladone
– Comunità di Arenzano (GE) –

***

Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 27 agosto 2024.

21a settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di Santa Monica.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 23, 23-26)

In quel tempo, Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima sulla menta, sull’anéto e sul cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste invece erano le cose da fare, senza tralasciare quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello! Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma all’interno sono pieni di avidità e d’intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi pulito!».

Continuano nel Vangelo di oggi i rimproveri di Gesù agli scribi e ai farisei ipocriti: ai tre moniti di ieri se ne aggiungono altri due non meno importanti che, ovviamente, dobbiamo sentire rivolti anche a noi. L’invito di Gesù, in sostanza, è quello di purificare anzitutto le intenzioni nella pratica della nostra fede, per non incorrere nel rischio di vivere ipocritamente da dissociati: da una parte la mia osservanza di pratiche, norme e precetti, dall’altra la mia vita quotidiana che non ha nulla a che fare con la fede che professo… Anzi, la mia semplice osservanza esteriore, andando a placare la mia coscienza epidermica, risulta essere una sorta di compensazione delle lacune del mio agire quotidiano con il mio prossimo.

Sì, perché il fine, lo scopo di ogni legge, piccola o grande che sia, deve essere quello di aiutarci – strutturandoci – a camminare nella carità, ossia nell’amore di Dio che domanda di incarnarsi in noi per continuare, attraverso di noi, la sua opera di salvezza. E questa non passa attraverso l’apparenza, l’ostentazione delle nostre prestazioni di servizio, ma attraverso la sincerità del cuore, che riconosce umilmente la propria nullità senza Dio, ma anche la sua grandezza con lui. Proprio come disse un giovane, prossimamente proclamato Santo, Carlo Acutis: “Non io, ma Dio”.

Le parole di Gesù sono chiare: “la giustizia, la misericordia e la fedeltà, queste sono le cose da fare”. Guarda caso, Gesù ci chiede di mettere in atto nei confronti del nostro prossimo esattamente queste tre caratteristiche, strettamente legate tra di loro, che sono tipiche dell’amore di Dio per noi. Dio infatti è fedele nell’esercitare la giustizia nei nostri confronti proprio con la misericordia.

Ma noi, come possiamo fare altrettanto con il nostro prossimo? Non c’è altra via che l’essere anche noi fedeli, costanti, ma anzitutto nel confessare a lui, ogni volta con un dispiacere crescente, il nostro peccato, le nostre fragilità, le nostre incapacità, per lasciarci toccare dalla sua giustizia misericordiosa, cioè dal suo perdono, che appunto non è un semplice condono ma un dono di grazia, una forza, che muovendoci ad una conversione costante ci rende sempre più giusti, ossia capaci a nostra volta di usare misericordia. Chiediamo su questo nostro cammino l’intercessione di Santa Monica di cui celebriamo oggi la memoria, lei, vero esempio di fedeltà e di misericordia.

Preghiamo.
O Dio, consolatore degli afflitti,
che nella tua misericordia
hai esaudito le pie lacrime di santa Monica
con la conversione del figlio Agostino,
per la loro comune intercessione
donaci di piangere i nostri peccati
e di ottenere la grazia del tuo perdono.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

***

Incontri, ritiri, iniziative 2023-2024

***

Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:

***

Visita i nostri siti:

***