Caffè di venerdì 30 agosto 2024

di padre Davide Sollami
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 30 agosto 2024.

21a settimana del Tempo Ordinario.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 25,1-13)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.
Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

“Torna presto!”. Chissà se i discepoli che amavano Gesù hanno mai usato queste parole, come si direbbe a una persona cara che sta per lasciarci. Il Vangelo documenta che mentre Gesù avvisava della sua partenza e del suo ritorno, una volta in disparte, i discepoli gli chiesero: “Dicci quale sarà il segno della tua venuta” (Mt 24,3) alla fine del mondo.

La parabola delle dieci vergini fa parte del discorso del Signore sulla fine della storia e dovrebbe rispondere a questa richiesta, ma, stringi stringi, Gesù non svela quando verrà, ma ci lascia due certezze. La prima è che tornerà; la seconda è che l’ora del suo arrivo sarà imprevedibile.

Di per sé, c’è un’ora opportuna oltre la quale non è educato presentarsi a casa di qualcuno o anche solo telefonargli. Gli orari di Dio non sembrano sottostare a convenzioni. Non possiamo dire che l’Onnipotente non abbia orari, ma sicuramente non segue i nostri tempi. Dio non è mai in ritardo, ma sa farsi attendere e desiderare.

L’attesa può risultare lunga ed è diversa da qualsiasi altra mai vista prima. Non somiglia alla speranza di una sposa che desidera che il marito soldato ritorni vivo dalla guerra, perché a quella donna non è concessa alcuna garanzia che lo sposo torni. Nel caso del Cristo, ci è donata la certezza che, pur non conoscendo né il giorno né l’ora, sicuramente ritornerà, vivo!

Il suo ritorno sarà un evento, come un matrimonio, la cui lista degli invitati è infinita perché la partecipazione è addirittura indirizzata a tutta l’umanità. Se c’è una cosa complicata e lunga per i preparativi, questa è il matrimonio! Il tempo che lo precede è faticoso. L’organizzazione richiede la massima attenzione.

Alle dieci damigelle è affidato il compito di dare il ben venuto allo sposo, accompagnandolo in corteo alla casa della sposa. Sarebbe stato più immediato comprendere come sarebbe andata a finire, se Gesù le avesse presentate fin da subito come cinque vergini e cinque prostitute oppure se cinque avessero vegliato e cinque si fossero addormentate… Invece, tutte sono vergini e tutte si addormentano, indistintamente, e mentre dormono appaiono tutte uguali: non si vede che cosa giovi alle une essere sagge e che cosa nuoccia alle altre essere stolte.

Chissà se dormendo hanno sognato lo sposo. Sarebbe stato più semplice se lui si fosse manifestato in sogno come fece l’angelo con san Giuseppe e con i Magi… invece no: un grido rompe il silenzio della notte, come fosse un allarme: «Ecco lo sposo!». Il sogno diventa realtà. Si alzano di soprassalto, si mettono a posto i capelli, si ricompongono e vanno a prendere le lampade… ma ecco che, mentre dormivano, le lampade si sono spente.

Cinque di loro hanno la riserva d’olio e le riaccendono, invece cinque non hanno scorta e, perciò, restano al buio e, senza luce, lo sposo non le può riconoscere. I volti delle donne sprovvedute rimangono anonimi nell’ombra. Avevano tutto per realizzare il loro compito, è mancato solo l’olio, ma è questo a fare la differenza. L’invito a festa si trasforma in una condanna irreversibile per la poca preparazione dimostrata. Ricordiamoci cosa successe a quel “tale che non indossava l’abito nuziale”, fu legato e gettato fuori nelle tenebre (Mt 22,11-13).

Cosa rappresenta l’olio della parabola? Per alcuni esegeti, è la preghiera che mantiene sempre viva la fiamma della fede; per altri, è la perseveranza.

Ma quando deve iniziare la preparazione all’incontro? Ora! Teniamo la mente ben ancorata a ciò che sta accadendo qui e ora, senza pensare né al passato né al futuro. Santa Teresa di Lisieux desiderando di essere in comunione con Gesù in ogni attimo, scrisse una poesia (“Il mio canto di oggi”) che inizia così: “La mia vita è un baleno, un’ora che passa, è un momento che presto mi sfugge e se ne va. Tu lo sai, mio Dio, che per amarti sulla terra non ho altro che l’oggi!”.

Preghiamo.
O Dio, concedi al tuo popolo di amare ciò che comandi
e desiderare ciò che prometti,
perché tra le vicende del mondo
i nostri cuori siano fissi là dove è la vera gioia.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.

E su tutti voi, amici del Caffè Carmelitano, invoco la benedizione di Dio.
Una buona e santa giornata a tutti!

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