di padre Marcello Bartolomei
– Comunità di Baoro (Rep. Centrafricana) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 3 settembre 2024.
22ª settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di san Gregorio Magno, vescovo e dottore della Chiesa.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 4,31-37)
In quel tempo, Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità.
Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!».
Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male.
Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.
In tutta la Storia Sacra, Dio si manifesta in parole e in opere. Per Gesù vale lo stesso discorso, e il Vangelo che abbiamo appena ascoltato ce lo conferma. In Gesù è Dio che si manifesta in modo nuovo, in modo diretto, in modo personale, perché Gesù era Dio in persona, in carne e ossa. Prima di Gesù, Dio parlava attraverso i profeti, che non facevano altro che trasmettere la parola ricevuta, per cui Dio parlava in modo indiretto.
Le parole di Gesù acquistano adesso un sapore nuovo, non sono parole ripetitive. Gesù ci dice che non è venuto ad abolire quanto era stato detto prima di lui, ma a compierlo e a perfezionarlo. A compierlo, perché egli adempie le Scritture che parlano di lui (nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi). A perfezionarlo, perché la Parola detta prima di lui era come un pedagogo che inizia ad insegnare i primi rudimenti, che non pretende ancora la perfezione. Con Gesù, si ha come un balzo di qualità. Gesù dice: vi fu detto… ma io vi dico… E ci dà la Legge nuova, la Legge della perfezione, della santità, che ha come modello e misura la sua stessa santità. Gesù dice: io vi ho dato l’esempio, fate altrettanto. Siate perfetti come il Padre vostro celeste, come io faccio altrettanto. Senza di me non ci potrete arrivare, ma con la mia grazia, con il mio aiuto è possibile.
E i santi che noi veneriamo ce ne danno la prova. Anzi, alcuni di loro ci mostrano la loro santità arrivando persino a fare dei miracoli. Non certo per la loro capacità personale, ma per la forza di Dio che agisce in loro.
È quanto fece Gesù, attraverso il quale Dio ha manifestato le sue opere a favore degli uomini, come è avvenuto nella sinagoga di Cafarnao, dove si trovava un uomo posseduto dal demonio. Con la stessa autorità con la quale Gesù insegnava, Gesù scaccia il demonio da quell’uomo. Gesù insegna la Parola e opera il bene.
Ciascuno di noi può fare altrettanto, secondo i doni ricevuti da Dio, anche se nel modo più umile. Anzi, è la consegna data da Gesù ai suoi apostoli. Oggi siamo noi i suoi apostoli, purché non ci lasciamo vincere dal rispetto umano e abbiamo fede in lui.
Preghiamo.
(da una preghiera di S. Gertrude)
O divino onnipotente Spirito Paràclito,
concedimi di amarti con tutto il cuore,
di aderire a te con tutta l’anima,
d’impegnare tutte le mie forze nel tuo amore e servizio,
di vivere secondo il tuo volere
e, preparata da te,
di entrare senza macchia al banchetto celeste. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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