Caffè di sabato 7 settembre 2024

di padre Vojtech Kohut
– Comunità di Genova –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 7 settembre 2024.

22ª settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di Santa Maria in sabato.

Testi liturgici per la Memoria di Santa Maria in Sabato:

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6,1-5)

Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani.
Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?».
Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?».
E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

È estremamente impressionante assistere all’osservanza del riposo sabbatico in Israele o negli altri ambienti integralmente ebraici in qualsiasi parte del mondo. Tutto si ferma, tutto è regolato nei minimi dettagli, ed ogni attività che non sia assolutamente necessaria, viene rigorosamente evitata. Per un cristiano o per chi almeno proviene dall’ambiente cristiano ed è perciò abituato ad un’altra mentalità, ciò può risultare un po’ scioccante, ma allo stesso tempo forse viene anche tinto di non poca ammirazione: per qualcuno, il giorno del Signore rimane davvero sacro e non lo si deve violare con nessun pretesto! Una testimonianza del genere può essere molto eloquente in un mondo secolarizzato che ha perso ogni senso di sacralità e di rispetto per i valori religiosi.

Il vangelo di oggi ci offre però un esempio calzante che dovrebbe frenare in noi un apprezzamento unilaterale ed ingenuo di tale fenomeno: concentrandosi troppo sulla materialità dell’osservanza, è solo una questione di tempo e si comincerà ad esagerare e a diventare rigidi, implacabili, e talvolta… disumani. Anche una cosa così insignificante come il cogliere delle spighe e il mangiare dei chicchi di grano diventa “quello che non è lecito” (v. 2b).

Gesù non accetta un ragionamento così meccanico: per lui è più importante il rapporto vivo verso un Dio che è Amore piuttosto che l’osservanza scrupolosa delle sue prescrizioni, priva però di ogni riferimento personale. Nella sua argomentazione mostra più comprensione per un Davide che persino vìola qualche regola vincolante, ma continua ad amare sinceramente Dio, che per quei farisei, suoi interlocutori, che subito puntano il dito sugli altri, perché non osservanti come loro, ma lasciano perplessi su quale sia il loro rapporto con il Signore.

Grazie al cielo che “il Figlio dell’uomo sia signore del sabato” (v. 5), perché ciò da una parte non permette di stringere la società umana con l’osservanza esteriore delle prescrizioni di carattere religioso, ma dall’altra permette domande importantissime che possono stimolare personalmente ogni credente: Padre, quanto sei importante per la mia vita? E quanto tempo sono disposto a dedicarti, e in quale maniera? Ti appartengo davvero nel giorno che è tuo? Anzi, ti appartengo in tutti i momenti della mia vita?

Preghiamo.
Dio onnipotente,
unica fonte di ogni dono perfetto,
infondi nei nostri cuori l’amore per il tuo nome,
accresci la nostra dedizione a te,
fa’ maturare ogni germe di bene
e custodiscilo con vigile cura.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Benedetta giornata a tutti voi, amici nel Signore!

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Incontri, ritiri, iniziative 2023-2024

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