di padre Matteo Pesce
– Comunità di Torino –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 11 settembre 2024.
23a settimana del Tempo Ordinario.
Beata Maria di Gesù Lopez de Rivas, carmelitana.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6,20-26)
In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
«Beati voi, poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete,
perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi,
perché avete già ricevuto la vostra consolazione.
Guai a voi, che ora siete sazi,
perché avrete fame.
Guai a voi, che ora ridete,
perché sarete nel dolore e piangerete.
Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».
Gesù si rivolge ad una moltitudine di discepoli e sa benissimo che, tra loro, c’è un po’ di tutto. Ci saranno sicuramente ricchi e poveri di beni materiali, ma, alla luce delle parole che concludono le due “litanie” di “Beati voi” e “Guai a voi”, possiamo capire che il senso complessivo non c’entra con le classi sociali, o almeno non in prima battuta. Chissà che non sia stato un espediente del Maestro per scuotere l’uditorio. Dichiara, in sintesi, felici quelli che, nelle prove sofferte per amore di Dio, restano fedeli. E’ come se dicesse: “Se vi state impoverendo di attaccamenti umani per vivere solo per il Padre, bravi! Se avete fame solo di cose sante e vere; se lottate contro il male che è in voi e nel mondo fino alle lacrime, coraggio! Se vi danno addosso perché siete miei discepoli e date fastidio, non demordete! Sappiate che siete sulla buona strada e la consolazione non mancherà. Ma se vi siete adagiati a vivacchiare cercando solo soddisfazioni personali, poveri voi! Vi ritroverete niente per davvero, avrete sprecato la vita!” San Giovanni della Croce direbbe che il Signore ci invita ad entrare nella notte dello spirito, accettando lo spogliamento da ogni consolazione terrena per aspettare solo da Dio la vera ricompensa: “O notte più amabile dell’alba! O notte che hai congiunto Amato con amata, amata nell’Amato trasformata!”
Preghiamo.
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità
perché possano tornare sulla retta via,
concedi a tutti coloro che si professano cristiani
di respingere ciò che è contrario a questo nome
e di seguire ciò che gli è conforme.
Per Cristo nostro Signore. Amen
Una buona e santa giornata a tutti voi!
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